Covid, Papa Francesco potrebbe rinunciare al viaggio in Iraq solo se l'ondata dei contagi avanza

Lunedì 1 Febbraio 2021
credit Catholic News Service

Città del Vaticano - Ad impensierire Papa Francesco non sono tanto le precarie condizioni di sicurezza in Iraq, quanto la pandemia che sta viaggiando veloce tra la popolazione irachena. Durante un colloquio con i giornalisti della agenzia cattolica americana CNS ha detto che, a meno che non ci sia una grave nuova ondata di infezioni da Covid-19 «ha tutta l'intenzione di visitare il Paese all'inizio di marzo». Il programma non dovrebbe essere spostato.

Anche se le esigenze di distanziamento sociale significano che la maggior parte degli iracheni vedrà gli eventi papali solo in televisione. «Vedranno però che il papa è lì nel loro paese. Sono il pastore delle persone che soffrono», ha aggiunto.

Il suo desiderio di recarsi in Iraq è così alto che aveva persino preso in considerazione la possibilità di prendere un volo commerciale regolare, senza organizzare un volo papale, pur di arrivarci.

 San Giovanni Paolo II aveva sperato e programmato di andare in Iraq nel 2000, a visitare la città di Ur, città natale di Abramo, riconosciuto come il patriarca della fede in un solo Dio da ebrei, cristiani e musulmani. Le tensioni, il diniego di Saddam, i problemi diplomatici alla fine resero impossibile il viaggio e san Giovanni Paolo "pianse" di non esser potuto andare, ha detto Francesco, aggiungendo che lui ora non vuole deludere la gente una seconda volta

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