Fra natura, spiritualità e mistero alla scoperta dell'Eremo di San Girolamo, gioiello segreto della Tuscia

Domenica 23 Maggio 2021 di Maria Serena Patriarca
Fra natura, spiritualità e mistero alla scoperta dell'Eremo di San Girolamo, gioiello segreto della Tuscia

Immaginate un’immensa faggeta che sembra uscita da un libro di favole, e che racchiude al suo interno un luogo della spiritualità avvolto ancora in parte nel mistero, unico nel suo genere: benvenuti sul Monte Fogliano, nella Tuscia, fra Vetralla e San Martino del Cimino, a due passi dallo splendido Lago di Vico. Qui, in un territorio ricco di storia e arte, snodo della Via Francigena, uno dei percorsi di escursionismo più affascinanti è quello che conduce all’Eremo di San Girolamo, vero gioiello del Lazio, ancora tutto da scoprire.

Il sentiero che vi proponiamo parte dalla piazzola con l'edicola della Madonnina al bivio che dalla Cassia Cimina (superata Ronciglione, se si arriva da Roma) porta a San Martino, anche se per arrivare all'Eremo vi sono diverse possibilità, partendo anche da Vetralla, per esempio. Dopo una passeggiata di poco meno di un’ora nel fitto del bosco del Monte Fogliano (la cima più alta 964,5 metri, della Riserva Naturale Regionale lago di Vico), si arriva a questo Eremo scavato a mano nella pietra lavica fra la fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento. Ancora oggi l’Eremo di San Girolamo, che fa parte del comune di Vetralla, è un luogo di culto e qui viene officiata la Messa una volta al mese.

L’Eremo sorge proprio a ridosso di un avvallamento attraversato dall’acqua in inverno, ma in questa stagione solo ricoperto di foglie. Qui il silenzio regno sovrano, ed è facile comprendere le ragioni che portarono Girolamo Gabrielli (nobile senese diventato frate per penitenza), nato nel 1525, a trasferirsi in questo romitorio lontano da tutto e da tutti, per dedicarsi totalmente alla preghiera e alla dimensione mistica nel contesto incontaminato della natura. L’esperienza di San Girolamo fu interrotta quando una banda di malfattori, forse diretti a Roma, passarono per l’Eremo distruggendolo e malmenando il frate che, vivo per miracolo, fece  poi ritorno a Siena dopo questa terribile esperienza, donando in beneficienza tutte le ricchezze della sua aristocratica famiglia.

L’Eremo fu in seguito ricostruito grazie all’intervento di frate Marcantonio. Al piano terra dell’Eremo si trova la cripta dedicata alla preghiera, mentre la dimora di San Girolamo era al piano superiore. Dopo la visita dell’Eremo si può proseguire il percorso di hiking verso la cima del Monte Fogliano, per assistere in quota ad uno dei panorami più belli del Lago di Vico visto dall’alto. Man mano che si sale, il paesaggio naturalistico cambia, e vicino alla cima del monte sembra di camminare su sentieri alpini. Le ginestre, tipiche della valle, lasciano il posto agli asfodeli e a varie erbe aromatiche come il timo, che in questo periodo fiorisce con i suoi bellissimi fiori rosa. Tutta l’area del Monte Fogliano è anche il paradiso degli amanti della mountain bike e del mindtrekking, ovvero il trekking alternato da pause di yoga, respirazione consapevole e meditazione nel verde. E se avete tempo a disposizione dopo la passeggiata in natura consigliamo la visita del borgo medievale di Bagnaia, con la stupenda chiesa della Madonna della Porta, molto venerata nella zona, e dei meravigliosi giardini cinquecenteschi di Villa Lante.

 

 

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