Il borgo incantato di Barbarano Romano, punto di partenza per visitare il canyon del Biedano

Domenica 21 Giugno 2020 di Maria Serena Patriarca
Barbarano Romano

Incastonato nel cuore del parco regionale Marturanum, il delizioso borgo di Barbarano Romano è una piacevole scoperta e un’oasi di pace, pulizia e scorci da sogno nel Lazio settentrionale, vero fiore all’occhiello della Tuscia. La cosa che colpisce il visitatore, entrando nel borgo medievale, è l’imponente cinta muraria che circonda l’abitato. Pensate che i primi insediamenti dove oggi ha sede Barbarano risalgono addirittura alla Preistoria.
 

 

Fin dall’età del Neolitico e poi del Bronzo antico (XVIII- XVII secolo a.C.). Sembra sia stato abitato il pianoro tufaceo dove oggi sorge il paese. La cinta muraria edificata nel Medioevo, in cui svetta la torre di Re Desiderio, fu edificata a partire dal XII-XIII secolo. La Chiesa del Crocefisso (XII-XIII secolo), nel cuore del borgo fra vicoli decorati con fiori e colorate installazioni di arte povera “country”, merita senz’altro una visita. Poco distante ecco l’imponente Palazzo Mastini, del XVI-XVII secolo.

Barbarano è oggi il trampolino di lancio per gli amanti del trekking nel folto del bosco e delle passeggiate nei siti archeologici en plein air. Dalla Porta Romana si scende per un suggestivo sentiero alla scoperta della gola del torrente Biedano, un profondo canyon con vegetazione rigogliosa ed una ricca fauna.

LEGGI ANCHE Il borgo di Blera e la "piccola Cappadocia" del Lazio: la necropoli di Pian del Vescovo

Il canyon è la forra più spettacolare dell’Alto Lazio Etrusco, con pareti di roccia tufacea alte fino a 60 metri, e nella sua parte iniziale si snoda attraverso tre mole, l’ultima delle quali riserva uno spettacolo di rara bellezza, con le cascate del Biedano. Lungo il canyon nel sentiero dei Valloni (il Fosso del Biedano) la vegetazione, in simbiosi con le grotte e le cavità etrusche, ha un effetto visivo di fusione di natura e reperti storici che ricorda i templi cambogiani. Circondato da sentieri incastonati tra boschi, fonti, tombe etrusche e grotte nel tufo (a cui dà fascino la copertura del muschio con il suo colore verde brillante), il borgo di Barbarano è anche il punto di partenza per un trekking di difficoltà medio-alta alla Necropoli di San Giuliano, vera e propria città fantasma immersa in un contesto naturale che sembra essere sospeso in un mistero senza tempo.

Qui gli appassionati di archeologia etrusca troveranno bellissimi esempi di tombe al cui interno sono conservati addirittura altari rupestri. La dimensione “sacra” di questo luogo si percepisce nel visitare tutta la cittadella della necropoli, che si snoda fra grotte naturali e vere e proprie costruzioni che evocano il fasto di templi antichi. Questo tipo di disposizione e concezione delle tombe a detta degli esperti trova riscontro, archeologicamente parlando, solo in Asia Minore. Il Tumulo del Caiolo e le tombe cosiddette dei Carri e dei Letti sembrano rievocare lo stile architettonico degli Assiro-Babilonesi. Poco distante, il monumento funerario più imponente della Necropoli di San Giuliano è la Tomba Cima, della seconda metà del VII secolo a.C..

La tomba del Cervo presenta invece una curiosa scultura a bassorilievo rappresentante la lotta tra un cervo e un lupo. Per questo è stata scelta dal Parco come logo stilizzato dell'area protetta. Ma è interessante da vedere anche la Tomba Costa, del V secolo a.C., per via del suo interno dal soffitto riccamente scolpito, quasi ad imitare le coperture lignee delle abitazioni. Probabilmente qui, oltre alla sepoltura vera e propria, si officiavano riti complessi ad alto valore mistico, per propiziare il passaggio dal mondo dei vivi a quello dell’aldilà. Secondo gli archeologi, nessuna necropoli etrusca presenta una varietà e ricchezza di tipi sepolcrali al pari di San Giuliano. Anche in questo caso l'area archeologica si trova sui fianchi di una rupe tufacea abitata già durante l'età del Bronzo. Ma è nel corso del VI secolo a.C. che Marturanum, come città, conobbe il massimo splendore. Un ponte di legno conduce alla rocca tufacea di San Giuliano, dove sorge la piccola chiesa medievale omonima.

Ultimo aggiornamento: 16:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA