L'Umbria che non ti aspetti: Montone e dintorni, dove amavano rilassarsi Debussy, D'Annunzio e Burri

Lunedì 27 Luglio 2020 di Maria Serena Patriarca
Il borgo di Montone

L’estate 2020, all’insegna delle vacanze italiane, si conferma un successo per i borghi. Oggi facciamo rotta sull’Alta Valle del Tevere, in Umbria, per scoprire un vero “gioiello” fuori dalle mete turistiche più battute. Benvenuti a Montone, piccolo borgo medievale arroccato a 461 metri su una panoramica altura nelle vicinanze di Umbertide e Città di Castello.
 

 

Minuscoli vicoli abbelliti da fiori, soprattutto rose, viole e gelsomini, tipiche case in pietra e scorci panoramici di rara bellezza: passeggiando per il paese si ha la sensazione di trovarsi quasi in un presepio. La storia di Montone ha inizio nel IX secolo ed è strettamente legata alla famiglia Fortebraccio. Proprio in questo borgo, infatti, nacque nel 1368 Andrea, passato alla storia come Braccio da Montone, che diventò un famoso capitano di ventura.

A sovrastare il paese in posizione davvero panoramica sulle valli circostanti è la chiesa di San Francesco, del XIV secolo, con l’omonimo Complesso Museale. Nel punto più alto di Montone si trovano i ruderi della Rocca di Braccio (distrutta nel 1477), sui cui resti della fortezza sorge il convento di Santa Caterina. Da qui si può scorgere, in lontananza, il castello di Rocca d’Aries. Per chi visitasse il paese con i bambini è divertente attraversare dal suo interno il Percorso del Bastione, del XIV-XV secolo. Sono tanti gli angoli di Montone carichi di storia: come la Porta del Borgo, la prigione e la torre dell’Orologio, del XIV secolo, o la Chiesa Collegiata di Santa Maria.

I più romantici amano scattare una foto ricordo nella Piazzetta delle Rose, detta anche Romantic Square. I dintorni di Montone sono ricchi di sentieri nella Valle del Carpina, ideali per chi ama passeggiare a contatto con la natura, e specialmente gli antichi casali e le residenze d’epoca sono meta di molti turisti americani, australiani, nordeuropei, alla ricerca di vacanze all’insegna del ritorno alla natura e del relax.

Proprio nel verde di queste campagne, e precisamente a Casale Bellavista a Bonsciano, nella tenuta Silenzi che risale ai primi del Novecento, amavano trovare ispirazione il musicista Debussy, il poeta D’Annunzio, l’artista Burri, nativo di Città di Castello. Come afferma Sylvia Silenzi Carrassi, proprietaria dello storico Casale oggi riconvertito in resort, "questa zona dell’Umbria rappresenta un concentrato di eccellenze a livello storico, artistico, naturalistico ed enogastronomico".

Le prelibatezze a base di tartufo, i salumi e i formaggi, il miele, le confetture a base di ribes o di castagna fanno del territorio compreso fra Umbertide e Città di Castello una delle mete più ambite dai gourmet. Il paesaggio, costellato da campi di girasole in fiore, è verde anche in estate per via del clima mai torrido. Questo ha determinato, specialmente negli ultimi anni, un incremento della nicchia di turismo costituita dagli amanti dello yoga, della meditazione, del tai chi praticati all’aperto, e sono diverse le strutture della zona che permettono di praticare discipline olistiche en plein air e di sperimentare vacanze all’insegna del detox per il corpo e la mente.

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