Afghanistan, la testimonianza di chi è arrivato in Italia: «Ora siamo al sicuro, grazie»

Sabato 21 Agosto 2021
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"Sono contento di essere in Italia e ringrazio le Forze Armate italiane: in questi tempi così difficili non ci ha lasciati soli in Afghanistan. Nonostante tutte le difficoltà, ci hanno portati via. Dopo un lungo viaggio di quasi due giorni, siamo stanchi ma contenti di essere in un Paese sicuro". Così uno dei cittadini afghani tra gli 80 (33 donne) arrivati in bus alle 6 di questa mattina presso la Base Logistica dell'Esercito di Colle Isarco (BZ) dopo essere sbarcati precedentemente a Fiumicino con un volo militare proveniente da Kabul. La testimonianza in un video del ministero della Difesa. 

L'uomo, giunto in Italia con la sua famiglia, dice di sperare adesso "di poter essere utile alla società italiana", lui come gli altri arrivati, e auspica di tornare in Afghanistan quando "un giorno, ci auguriamo, potrà diventare un Paese sicuro". Alla fine ringrazia ancora le Forze Armate e tutto il popolo italiano.  

Da giugno scorso, quando con l’operazione Aquila 1 furono portati nel nostro Paese 228 afghani, sono oltre 1.500 i cittadini tratti in salvo, circa 1.000 quelli già giunti in Italia negli ultimi 5 giorni e altri presso l'aeroporto di Kabul in attesa di partire. 

La Difesa ha messo in campo per l’operazione Aquila Omnia, pianificata e diretta dal Covi Comando Operativo di Vertice Interforze, comandato dal Generale Luciano Portolano, 8 aerei, 4 KC767 che si alternano tra l’area di operazione e l’Italia e 4 C130J, questi ultimi dislocati in Kuwait, da cui parte il ponte aereo per Kabul. 

Sono oltre 1.500 i militari italiani del Comando Operativo di Vertice Interforze (Covi) impegnati su disposizione del ministro della Difesa Lorenzo Guerini in questa complessa operazione per il ponte aereo Roma-Kabul. 

 

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