Cibo con muffa, butti o pulisci? Quello che dovresti sapere prima di mangiarlo

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In cucina, ci si trova spesso di fronte al dilemma di dover decidere cosa fare di un alimento che ha sviluppato muffa. Le muffe, sebbene spesso sottovalutate, possono rappresentare un pericolo per la nostra salute, e quindi è importante sapere come gestirle correttamente. Contrariamente alla credenza comune, non tutte le muffe sono pericolose. Sono microorganismi che, come i lieviti, possono essere presenti negli alimenti e in certe condizioni ambientali possono crescere, manifestandosi con macchie di colore grigio, marrone, nero o verde. Le micotossine, invece, sono sostanze tossiche prodotte da alcune muffe e possono essere pericolose per la salute umana se ingerite in quantità significative. Ma non è sempre facile individuarne la presenza negli alimenti contaminati, poiché queste sostanze non sono visibili e non alterano necessariamente l'aspetto del cibo. Innanzitutto, è importante conservare correttamente gli alimenti, mantenendoli al fresco e asciutti per ridurre le condizioni favorevoli alla crescita delle muffe. Inoltre, è consigliabile ispezionare regolarmente gli alimenti per individuare eventuali segni di muffa e scartare eventuali prodotti contaminati. Se ci si trova di fronte a un alimento con muffa, è possibile rimuovere la parte ammuffita e consumare il resto ma solo se la contaminazione è superficiale e limitata. Oltre alle micotossine, esistono anche le aflatossine: si tratta di sostanze tossiche prodotte da alcuni tipi di muffe. Queste sostanze possono contaminare vari alimenti, soprattutto cereali, legumi, frutta secca e semi oleaginosi, e rappresentano un grave rischio per la salute umana. Sono considerate cancerogene, pericolose in particolare per il fegato. Le normative europee impongono limiti rigidi alla presenza di aflatossine negli alimenti, e vengono effettuati regolari controlli per garantire la sicurezza alimentare. Photo Credits: Shutterstock; music by Korben MKdB

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