Cani addestrati a fiutare i positivi al Covid, il virologo Pregliasco: «Progetto interessante»

Sabato 4 Dicembre 2021
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Cani da fiuto per scovare le persone positive al Covid. Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, docente all'università Statale di Milano, si tratta di «un progetto molto interessante». Oltre ai test in corso a Milano all'ospedale Sacco, in attuazione del protocollo sperimentale Università di Milano-Unità cinofila dei carabinieri, «sono state avviate altre sperimentazioni - spiega all'Adnkronos Salute - Non è ancora chiaro quale sia l'elemento caratterizzante, ma è senz'altro uno stimolo per la ricerca: quali cambiamenti oggettivi a livello dell'odore induce Covid? Riuscire a comprendere questo meccanismo serve senz'altroanche ad approfondire le conoscenze sulla patogenesi della malattia». «È una strada da percorrere», ha sottolineato Pregliasco.

 

 

Quarta dose possibile

«Viste le tempistiche di elevata protezione pari a 6 mesi, è possibile che dovremo eseguire altre vaccinazioni» contro Covid-19. Per la quarta dose «vedremo com'è l'andamento epidemiologico, ma penso che questa vaccinazione potrà essere considerata un appuntamento annuale come l'antinfluenzale. A seconda di come andranno le cose, sarà magari destinata solo ai soggetti più fragili e più esposti e poi opzionalmente anche agli altri». È lo scenario tracciato dal Fabrizio Pregliasco, docente all'università Statale di Milano, commentando all'Adnkronos Salute le affermazioni del presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, che parla di una quarta dose di vaccino Covid-19 come possibilità concreta.

 

 

 

 

Vaccino ogni anno

Il vaccino contro Covid-19 potrebbe essere, dunque, un appuntamento annuale, «con una composizione probabilmente aggiornata, che ci dicono essere possibile in 3 mesi, in funzione delle varianti - spiega Pregliasco - Il virus rimarrà con noi ancora a lungo, l'andamento di questa pandemia è come le onde create da un sasso in uno stagno, che non sono ancora finite. In questo momento, sulla base dell'andamento epidemiologico, quel 55% circa di protezione offerta dal vaccino contro l'infezione è stato considerato bassino, dunque si è valutato necessario un rinforzo» con la terza dose. «La stessa valutazione si farà in futuro a seconda dell'evoluzione di Covid-19», conclude.

 

 

 

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