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Suicidio assistito, il testamento di Mario: la sua voce che spiega perché sceglie di morire

Venerdì 26 Novembre 2021
Video

«Ero la persona più felice del mondo, dopo un anno di sacrifici, indifferenza». Quando Mario ha capito che diventava concreta la possibilità di morire si è sentito felice e se vi sembra strano lui spiega perché: «Io mai prima dell'incidente non volevo morire anzi avevo paura, perché la vita sono il primo a dire che è bella e va vissuta. La vita è svegliarsi la mattina e andare a lavoro, la vita è libertà di scegliere ogni giorno cosa fare , chi vedere, la vita è essere autonomi, la vita è anche quando ci sono le giornate no, uscire da soli per farsi una camminata, la vita è la cosa più bella che abbiamo e ne abbiamo una sola, la vita è libertà». Queste sono le parole di Mario ascoltabili in un video divulgato durante il XII congresso nazionale dell'associazione italiana avvocati matrimonialisti che si sta svolgendo a Roma. Mario, ma questo non è il suo vero nome che è protetto dalla privacy, è un marchigiano di 43 anni ed è rimasto paralizzato dopo un incidente. Vive imprigionato nel suo corpo da 11 anni. Perché è diventato famoso? E' il primo italiano ad aver ottenuto l'accesso al suicidio assistito: potrà morire perché lo ha scelto. Il comitato etico dell'Asur Marche ha attestato infatti che Mario possiede i requisiti per l'accesso legale al suicidio medicalmente assistito. Il via libera è arrivato dopo due diffide legali all'Asur e l'aiuto offerto dall'associazione Luca Coscioni. E' il primo italiano che ci riesce dopo la sentenza "Cappato-Dj Fabo" emessa dalla Corte Costituzionale. Mario ha inviato diffide, ha scritto alle massime autorità. «Mi sento più leggero, mi sono svuotato di tutta la tensione accumulata in questi anni. Sono stanco e voglio essere libero di scegliere il mio fine di vita. Nessuno - dice in un video - può dirmi che non sto troppo male per continuare a vivere in queste condizioni».

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