Archeologia, spunta una nuova teoria sul mistero della tomba di papa Alessandro IV

La cattedrale e il Palazzo dei papi
La cattedrale e il Palazzo dei papi
Lunedì 7 Novembre 2022, 03:40 - Ultimo agg. 18:30
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Prosegue la ricerca della tomba del Papa Alessandro IV, al secolo Rinaldo, figlio di Filippo, feudatario di Ienne (Roma), nato ad Anagni nel 1199, morto a Viterbo 1261. Se ne incarica l’archeologo Gianpaolo Serone che in una ricerca condotta negli ultimi mesi, in fase di pubblicazione, ipotizza che la sepoltura del pontefice possa individuarsi in un sarcofago etrusco. Se confermata sarebbe una svolta nel “giallo” che ha intricato negli ultimi lustri il lavoro di molti ricercatori, per cui la difficoltà di individuare il luogo di inumazione ha alimentato ipotesi diverse e spesso fantasiose.

«La mia ricerca – spiega Serone – ritiene che la sepoltura di Alessandro IV possa individuarsi in un sarcofago etrusco presente nel cimitero medievale pertinente la cattedrale di Viterbo e rinvenuto nel 1998 durante i lavori per la realizzazione del Museo del Colle del Duomo aperto in occasione del Giubileo del 2000. L’ipotesi nasce dall’incrocio delle fonti scritte con l’analisi archeologica dell’area cimiteriale e l’analisi architettonica della cattedrale.

Risultato? Il reperto, un unicum rispetto al resto dei sarcofagi emersi durante gli scavi, ha indotto a stabilire che fosse stato recuperato dalle necropoli circostanti il Colle del Duomo per essere destinato alla sepoltura di una personalità eminente. Per questo è stato possibile collocarlo in corrispondenza della cappella di San Protogenio e Compagni che era presente nel transetto destro della chiesa: l’area in cui, secondo le fonti, fu sepolto il Papa».

Alessandro IV, chi era costui? Il Liber Pontificalis – la raccolta delle biografie dei pontefici – rivela che è stato il 181º Papa della Chiesa cattolica. Eletto a Napoli il 12 dicembre 1254. «A lui si deve – aggiunge Serone - la canonizzazione di Chiara d’Assisi e l’inizio del processo di beatificazione di Santa Rosa e del culto collegato al Trasporto della Macchina, nato in ricordo della traslazione del corpo incorrotto della Santa dal cimitero della chiesa di Santa Maria in Poggio verso il monastero di San Damiano (l’attuale santuario)».

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