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L'avventuroso viaggio dei ricercatori Unitus verso l'Antartide

Mercoledì 26 Gennaio 2022 di Carlo Maria Ponzi
Laura Zucconi in volo sull'Antartide

Il viaggio avventuroso raccontato dai tre ricercatori.

«Per quanto non fossimo alla prima esperienza antartica, quest’anno la spedizione ha comportato un impegno ulteriore, dovuto al tempo richiesto per andare e rientrare dall’Antartide, che ha allungato molto la durata della missione.

La pandemia ci ha infatti costretto, una volta giunti in Nuova Zelanda, a una rigidissima quarantena di 14 giorni chiusi in una stanza d’albergo a Christchurch. Quindi abbiamo effettuato, chi all’andata e chi al ritorno, un trasferimento di circa 10 giorni di navigazione sulla nave rompighiaccio da ricerca ‘Laura Bassi’, di proprietà dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale.

Il viaggio in nave, pur rappresentando un’esperienza affascinante, spesso ci ha messo a dura prova nel passaggio dei “Quaranta ruggenti” e dei “Cinquanta urlanti”: espressioni coniate dagli inglesi, che passavano Capo Horn al tempo dei grandi velieri, per dare l’idea della enorme forza dei venti che soffiano oltre, rispettivamente, il quarantesimo ed i cinquantesimo parallelo».

Due curiosità su tutte.

La prima: Laura Zucconi e Giuseppe Scapigliati, nella notte di navigazione del 31 dicembre, hanno affrontato onde di quasi nove metri.

La seconda: i tre ricercatori hanno svolto la loro attività spostandosi quasi quotidianamente in elicottero per raggiungere siti talvolta anche molto lontani e difficilmente accessibili, per raccogliere lì preziosi campioni di acqua e suoli che, una volta giunti in Italia, saranno oggetto delle loro ricerche.

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