Omicidio di Ronciglione, le ex accusano: «È violento»

Martedì 30 Giugno 2020 di Maria Letizia Riganelli
Andrea Landolfi con la vittima, Maria Sestina Arcuri
Omicidio di Ronciglione, si scava nel passato di Andrea Landolfi. Ieri mattina è stata passata al setaccio la vita privata del trentenne romano, accusato di aver ucciso la fidanzata 26enne Maria Sestina Arcuri. La ragazza morì in ospedale dopo un volo dalle scale della nonna di Landolfi a Ronciglione. Secondo l'accusa a farla volare di sotto sarebbe stata una spinta violenta del fidanzato. Come dimostrato dall'ipotesi ricostruttiva della dinamica, illustrata dagli esperti del Ris.

L'udienza di ieri però non è stata incentrata sulle dinamiche. A salire sul banco dei testimoni due ex dell'imputato. Due trentenni che molti anni fa hanno avuto una relazione sentimentale con l'ex pugile. «Siamo stati insieme - ha detto una trentenne romana - per 3 o 4 mesi, nel 2011. Andrea quando stava bene era una bravissima persona. Mi sono innamorata di lui per questo. Era un ragazzo generoso. Ma quando beveva cambiava, diventava aggressivo. E' capitato che mi abbia messo le mani addosso. Accadeva in privato e solo sporadicamente in pubblico. Non ricordo per quale motivo discutevamo, forse la gelosia. E' capitato anche davanti ai familiari di Andrea e mai nessuno è intervenuto. Lo difendevano. Io ci ho messo molto per superarlo e non avrei voluto essere qui a raccontarlo di nuovo. Decisi di non denunciarlo per paura delle ripercussioni. Quando ho detto basta alla nostra relazione volevo solo cancellare tutto. Mi sentivo ferita fisicamente e moralmente».

Landolfi, secondo quanto raccontato dalle testimoni, sarebbe stato una sorta di dottor Jekyll e Mr Hyde. E la trasformazione avveniva ogni volta che assumeva alcol. «Io e Andrea ci siamo conosciuti quando io avevo 17 anni - ha raccontato una ex fidanzata trentenne, originaria dell'Ecuador - siamo stati insieme fino a che non ha conosciuto la madre del figlio. Per i primi due anni è andato tutto bene. Andrea è quel tipo di ragazzo che sognano tutte le donne, bravissimo. Ma quando beveva cambiava, diventava aggressivo. Una sera eravamo a casa della nonna a Roma, lui viveva con i nonni, e non voleva mandarmi via. Abbiamo iniziato a discutere, sono scivolata a terra e mi ha immobilizzata tenendomi le mani. Mi ha dato un morso su una guancia e mi ha tirato i capelli. Durante la discussione è arrivata anche la nonna che ha cercato di calmarlo, ma lui l'ha spinta contro una vetrinetta mandandola in frantumi».
Una spinta che ci sarebbe stata anche la notte in cui è volata Sestina. Secondo l'accusa Landolfi quella sera non solo avrebbe mandato giù per le scale la fidanzata ma avrebbe aggredito anche la nonna. L'anziana intorno alle 2,35 si sarebbe presentata al punto di primo intervento dell'ospedale di Ronciglione lamentando dolori al costato. «Non siamo nemmeno riusciti a registrarli - ha detto in aula il medico - perché mentre era lì ha ricevuto una telefonata ed è andata via. Ricordo che la signora era agitata e che a prima vista ho pensato che avesse una malattia della pelle». Si torna in aula l'11 luglio.
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