Marco Ciriello

Philip Roth ad Orbetello

di Marco Ciriello
Spesso, nella narrativa italiana, quella che appare come una vetta di scrittura per molti, è per altri una tappa intermedia di mediocrità. A leggere i giornali italiani “La più amata” (Mondadori) di Teresa Ciabatti è il miglior romanzo uscito quest’anno – con buona pace degli altri che verranno – e lei la migliore scrittrice italiana, ignorando una come Rosa Matteucci. Va bene tutto, fin quando non si legge questo tentativo di pastorale italiana, rifare Philip Roth ad Orbetello, ma col padre nella parte di quello che spacca e riscrive la storia familiare. La storia aveva un potenziale enorme, il problema è la scrittura: piatta, che non cambia nei salti di voce. Il risultato è “Rashomon” girato da Panariello.  Perfetto per lo Strega, storia familiare che bordeggia la Storia del paese, rimpianti, nessun sussulto linguistico, con contorno di ciniche banalità affettive. 
Venerdì 17 Marzo 2017, 15:54
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