Renzi a Caserta: «Investire sulla Campania. La Reggia? Luogo davvero incredibile». Franceschini: «È una giornata storica»

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di Lorenzo Iuliano

CASERTA - Tour del premier Matteo Renzi alla Reggia di Caserta. Il premier è atterrato in elicottero alle 10.30. Successivamente vertice a porte chiuse con i ministri Franceschini e Pinotti ed il direttore della Reggia Felicori. Poi la visita e l'incontro con i movimenti della Terra dei fuochi. «Molti dicevano che il premier non veniva mai In Campania. Prima sono stato  a Pompei, oggi sono a Caserta e presto andrò a Napoli e a Salerno per la stazione marittima. Mi accusavate di non venire mai in Campania, invece sono sempre qui e verrò anche a Napoli. Prima o poi il Governatore mi caccerà». Così, in tono scherzoso, il premier Matteo Renzi alla fine dell'incontronel Teatro di Corte.

La visita del presidente del Consiglio Matteo Renzi alla Reggia di Caserta è terminata poco dopo le ore 13. Il premier, giunto in mattinata in elicottero, è ripartito in auto per raggiungere l'eliporto della Scuola dell'Aeronatica militare e fare poi ritorno a Roma. Prima di Renzi hanno lasciato Palazzo Reale il ministro della Difesa Roberta Pinotti e il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.
 


La visita. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è giunto alla Reggia di Caserta per la riconsegna degli ambienti utilizzati dalla scuola specialisti dell'Aeronautica militare alla direzione del palazzo vanvitelliano. Il premier è accompagnato dai ministri della Cultura e della Difesa, Dario Franceschini e Roberta Pinotti, che con lui hanno visitato le sale che verranno riassegnate e poi, dopo lavori di adeguamento, saranno dedicate alla destinazione museale ed espositiva. Renzi ha visitato il piano nobile della Reggia e ha raggiunto il teatrino di corte dove è stato accolto dall'inno nazionale, in versione «jazz», eseguito dal coro delle voci bianche del Teatro San Carlo.

«Questa è la risposta alle polemiche che abbiamo letto sui giornali di oggi - ha detto Matteo Renzi - Dobbiamo investire su quanto di bello c'è nella regione Campania e a Caserta. Se volevamo immaginare una risposta alle polemiche - ha aggiunto - l'abbiamo data così da questo luogo così incredibile».

La Reggia. «Qui a Caserta ci sono prospettive straordinarie,  potremmo organizzare un bilaterale di qualche importanza» ha dichiarato Renzi nel teatrino di corte. «Dobbiamo far sì che tutti gli investimenti in cultura siano considerati valore - ha aggiunto- tante aziende fanno grandi cose qui, e, in un territorio con presenza di associazioni camorristiche, è determinante il lavoro delle istituzioni per la legalità».

Il milione di visitatori. «Un milione di visitatori un obiettivo possibile per la Reggia di Caserta» ha dichiarato il presidente del consiglio soffermandosi sull'aumento del numero di presenze fatto registrare nel 2015 dal monumento. «La vicinanza di Caserta a Roma attraverso i collegamenti della rete stradale e ferroviaria può favorire la crescita dei flussi turistici», ha aggiunto il premier.


Vertice sulla Terra dei Fuochi. Sulla questione ambientale, Renzi ha ribadito «l'impegno assunto con la Regione Campania e il presidente De Luca a rimuovere le ecoballe: con De Luca abbiamo impegno della Regione e i fondi per liberare le aree dove sono stoccati da anni questi rifiuti». Renzi, terminata la visita ufficiale alla Reggia di Caserta, ha incontrato alcuni rappresentanti dei movimenti civici e ambientalisti della Terra dei Fuochi. L'incontro è stato organizzato in una sala riservata di Palazzo reale. Renzi è accompagnato dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Presenti all'incontro, don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano da tempo attivo nella battaglia contro i veleni nell'ambiente, l'oncologo Antonio Marfella, l'eurodeputata Pina Picierno, il senatore Lucio Romano, relatore a Palazzo Madama del dossier sulla Terra dei Fuochi, l'esponente di Legambiente Stefano Tonziello, il professore Massimo D'Aiuto dell'istituto Pascale di Napoli.

La cultura. «Ogni investimento in cultura aiuta il nostro Paese a togliersi di dosso la rassegnazione. Spesso raccontiamo l'Italia solo per quello che non va. E anche in questo territorio c'è tanto che non va e va combattuto, ma c'è anche tanto di buono e quel tanto di buono va valorizzato» ha spiegato il premier Matteo Renzi alla Reggia. «Dobbiamo far sì che ogni investimento in cultura sia considerato un valore», ha aggiunto. E parallelamente portare avanti «il fondamentale lavoro che come istituzioni stiamo facendo per portare avanti una grande battaglia per la legalità». «Lo Stato è qui per dire che non lasciamo Caserta da sola e per dire che l'operazione sui direttori dei musei non è solo maquillage manageriale ma un grande investimento sul futuro di questa terra», ha sottolineato.

Il premier e il caso Ue. «Può essere normale fare polemiche assurde sul niente?». Lo ha detto il premier Matteo Renzi alla Reggia di Caserta, con riferimento al confronto in atto con il presidente della commissione Juncker. «L'Europa non può essere soltanto un pacchetto di regole che ci troviamo a dover seguire, è un grande ideale o non è. È il tentativo di fare di questa parte del mondo un faro di civiltà e bellezza e non un'accozzaglia di regolamenti» ha detto il premier, che continua:  «L'Italia deve farsi sentire e far capire, con la gentilezza che le è propria, che è finito il tempo in cui ci telecomandavano da fuori».  

«Italia a testa alta». «Noi che rispettiamo tutti i regolamenti dell'Ue e stiamo mettendo il nostro onore perché si possa ridurre il numero delle procedure di infrazione e perché tutti i giorni si possa portare l'Italia a testa alta in Europa, diciamo con franchezza che l'Europa è innanzitutto identità, cultura, idealità» ha spiegato il premier. «In un momento nel quale in tutto il mondo vediamo situazioni di tensione e scenari di guerra, vi rendete conto se può essere normale fare delle polemiche assurde sul niente? L'Italia ha bisogno di tornare a essere quel che è sempre stata per secoli: un punto di riferimento. Alzate la testa e guardate questo teatro: questa è l'Italia», ha aggiunto. «E l'Italia con la determinazione la gentilezza e il garbo che le sono propri deve farsi sentire e finalmente far capire che è finito il tempo in cui qualcuno immaginava di telecomandarci da fuori», ha sottolineato.


Franceschini. «Questa è una giornata storica, perché dopo decenni tutto il piano nobile della Reggia torna alla gestione museale nei tempi stabiliti l'anno scorso. Lavoriamo perché la Reggia sia come naturale uno dei grandi attrattori cultural e turistici del Paese su cu vogliamo far convergere una parte importante dei fondi di sviluppo e coesione dell'Unione europea» ha detto il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. «La Reggia è oggetto di un grande processo di trasformazione, mi pare che stiamo lavorando per valorizzare uno dei luoghi più belli del mondo», ha aggiunto.


Pinotti. «Avevamo promesso di riconsegnare il piano nobile della Reggia di Caserta e lo abbiamo fatto». Lo ha detto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, al suo arrivo alla Reggia di Caserta per la cerimonia di riconsegna dei locali in uso all'Aeronautica militare. «Trasferiremo l'Aeronautica che è rimasta per lungo tempo alla Reggia: abbiamo già individuato delle possibili alternative - ha aggiunto - in modo che la Reggia possa essere un museo e un monumento da rilanciare come una delle bellezze d'Italia. La cosa importante è che abbiamo deciso e fatto tutto questo in tempi molto brevi».
Sabato 16 Gennaio 2016, 09:51
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