Benevento: condannato per omicidio in fuga prima dell'arresto

Benevento: condannato per omicidio in fuga prima dell'arresto
BENEVENTO - La Corte di Assise del Tribunale lo aveva condannato martedì sera a venticinque anni di reclusione per omicidio, ma data l’entità della pena aveva...

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BENEVENTO - La Corte di Assise del Tribunale lo aveva condannato martedì sera a venticinque anni di reclusione per omicidio, ma data l’entità della pena aveva aggiunto anche un’ordinanza di custodia cautelare, tenuto cono che l’imputato era in libertà avendo solo l’obbligo di dimora. Ma da martedì Paolo Messina 35 anni, ritenuto appunto responsabile dell’uccisione a colpi di pistola di Antonello Rosiello 41 anni, ha fatto perdere le tracce. Gli agenti della Squadra Mobile diretta dal vice questore Emanuele Fattori lo cercano da martedì sera, quando la Corte di Assise oltre al verdetto, aveva appunto emanato l’ordinanza di custodia cautelare. Il pubblico ministero Miriam Lapalorcia aveva chiesto la condanna a trenta anni di carcere per Paolo Messina, 35 anni, concessionario di una ditta d’impianti di riscaldamento, accusato appunto dell’omicidio di Antonello Rosiello 41 anni, industriale che operava nel settore dei pastifici. Un omicidio avvenuto in città nel novembre del 2013. Secondo l’accusa che ha trovato conferma nel verdetto della Corte di Assise, Paolo Messina aveva prelevato Antonello Rosiello a casa e lo aveva condotto in via Pisacane, dove lo uccideva esplodendo tre colpi di pistola. Alla base del delitto la mancata restituzione di quarantamila euro da parte della vittima all’omicida. L’imputato poi era fuggito bruciando abiti ed altri oggetti che potevano far risalire alle sue responsabilità e poi dopo alcune ore si costituiva, e rimaneva in carcere fino al gennaio 2015 quando veniva scarcerato e fino alla sentenza della Corte di Assise aveva solo un obbligo di dimora. La remissione in libertà era scattata, dopo una decisione del Tribunale del Riesame che ha ritenuto che le indagini andassero concluse entro un anno, come stabilisce la norma, perché non avevano il carattere della eccezionalità. 

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Il Mattino