Benevento, è caos refezione: «Mensa a rischio con pochi iscritti»

«Risulta evidente che nel caso i fruitori della refezione scolastica non dovessero essere in numero sufficiente a sostenerne i costi il Comune dovrà riconsiderare la stessa erogazione del servizio». Il sindaco di Benevento Clemente Mastella lo aveva già anticipato. Adesso torna a ribadirlo: perché la mensa scolastica possa proseguire c'è bisogno della sostenibilità economica. In buona sostanza, il numero degli utenti di questo servizio a domanda individuale non può discostarsi molto dal minimo previsto dal capitolato d'appalto: la media giornaliera degli alunni e il personale dipendente che usufruiscono della mensa per il solo pranzo è di circa 1250 unità, con la possibilità di oscillazione del 30% in più o in meno, ossia 875 come minimo. Ma, dopo la recente sentenza in merito al «panino libero», sarà raggiunto tale numero minimo? È un problema che a palazzo Mosti si sono già posti. L'assessore alla Pubblica Istruzione vorrebbe che l'avvio del servizio fosse anticipato di una settimana, il 24 settembre anziché l'1 ottobre, come preventivato. È un'ipotesi prospettata pure in presenza dei dirigenti scolastici ai quali l'idea non risulta sgradita. In tal caso, potrebbero anche procrastinare l'avvio del tempo pieno, facendolo coincidere con la partenza della refezione. «Nulla in contrario - ha risposto ieri mattina Mastella all'assessore -, è ovvio che c'è bisogno di questa pre-condizione, una massiccia adesione, altrimenti, se il servizio non è gradito dalle famiglie, perché il Comune dovrebbe erogarlo e rimetterci pure parecchio?».
 
Pur dopo la sentenza del Tar, pubblicata il 13 marzo 2018, il «panino libero» di fatto è stato già in vigore. E non solo il panino, poiché alcuni genitori si sono rivolti pure a qualche ristorante. Il numero dei fruitori, però, è risultato costantemente elevato, quasi sempre al di sopra dei 1.100 pasti quotidiani. Quando la ditta incaricata dal Comune ha soddisfatto le attese della popolazione scolastica non vi è stata alcuna remora nel servirsi della refezione. Cosa accadrà adesso, dopo la sentenza del Consiglio di Stato? Lo si vedrà tra qualche settimana ma molto probabilmente sarà esclusa l'introduzione diretta di pasti preparati da ristoranti. Evidente che, come già avvenuto in passato, Asl, Nas e altri organi addetti ai controlli sarebbero attivati immediatamente, ma gli stessi dirigenti scolastici si assumerebbero responsabilità in tal senso? Poco probabile.

Oscillano da 30 a 50 centesimi gli aumenti delle tariffe della refezione, ma per i non residenti l'incremento sale a un euro, ossia 4 euro invece che 3. Punto di riferimento l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Ne consegue un aumento di 40 centesimi per le famiglie con fascia Isee sino a 5.000 euro, pertanto sono passate da 1,60 a 2 euro; coloro che sono ricompresi da 5.000,01 a 8.000 euro l'aumento è pari a 30 centesimi, ossia da 1,90 dello scorso anno oggi siamo a 2,20; 40 centesimi per la terza fascia, da 8.000,01 a 12.000, quindi non più 2,10 ma 2,50; da 12.001,00 euro a 21.000 il ticket è di 3 euro anziché 2,70; oltre 21.000 euro si passa da 3 a 3,50 euro.

La Del Prete, intanto, ha comunicato che le iscrizioni al servizio sono già aperte sul sito www.comunebenevento.it e, da fine agosto, possono essere fatte on line, direttamente da casa. Il sistema di rilevazione informatica dei dati semplifica e certifica anche il controllo dei vari pagamenti e, utilizzando un invio sincronizzato di sms direttamente ai singoli interessati, comunica facilmente avvisi, scadenze ed eventuali dimenticanze.

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