Casalduni, la rivolta dei sindaci: «Non paghiamo più le quote Stir»

CASALDUNI - Vigili del fuoco ancora allo Stir, notte e giorno, perl'azione di vigilanza. Dopo la riunione dei sindacidell'Ato ad Airola, rimangono diversi nodi da sciogliere. Inprimis l'individuazione di un sito idoneo per conferire irifiuti combusti che vanno rimossi dallo Stir perché haurgenza di essere svuotato prima dell'inizio della stagionedelle piogge. Poi incombe la problematica della copertura economicadella quota della tariffa per le discariche post-mortem, (circa 50euro a tonnellata), dovuta alla Samte che sta regolarmentecontinuando a svolgere il servizio di gestione e prelevamento delpercolato, che grava sulle tasche dei cittadini dei Comuni sanniti.E poprio oggi alle 11,30, nella sede della società in ViaAngelo Mazzoni, si terrà la conferenza stampa di FabioSolano, amministratore unico della Samte, societàpartecipata dalla Provincia per la gestione del ciclo rifiuti, perfare il punto dopo l'incendio all'impianto Stir diCasalduni.

«Chiediamo la sospensione del pagamento della quota per lediscariche post-mortem». Così i sindaci diSant'Angelo a Cupolo, Fragneto Monforte, Pontelandolfo eCasalduni. «Abbiamo richiesto di incontrare il presidente DeLuca e l'assessore Bonavitacola ha dichiarato il sindaco diSant'Angelo a Cupolo, Fabrizio D'Orta, consiglieredell'Ato poiché è insostenibile per i comuni, inquesta fase di chiusura dello Stir, il pagamento della quota per lediscariche post mortem. Dobbiamo tutti insieme coinvolgere leistituzioni poiché questo fardello ereditato, che riguardala gestione dei rifiuti di tutta la regione portati nel Sannio nelperiodo dell'emergenza, continui ad essere sostenuto dalSannio. Se non si riuscisse a togliere questa quota, potremo esserecostretti ad emettere un ruolo suppletivo gravando maggiormente icittadini che già sono tartassati di tantespese».

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