Le rivelazioni di Bidognetti jr: «Così incontrai Zagaria»

Le rivelazioni di Bidognetti jr: «Così incontrai Zagaria»
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«Fra il 2004 e il 2005 io ero in libertà, ma con obbligo di dimora a Parete. Michele Zagaria mi mandò a chiamare tramite Massimiliano Caterino che incontrai in un'abitazione di San Cipriano d'Aversa. Mi prelevò mio cugino Bernardo Cirillo con due persone e mi portarono in un deposito di auto nei pressi dell'abitazione di Alessandro Cirillo, raggiunsi l'abitazione di San Cipriano nascosto nel cofano della macchina. Quando arrivai, la signora che era in casa mi fece anche il caffè». Così compare nei primi verbali depositati nel tribunale di Napoli nord, Raffaele Bidognetti, il secondogenito del boss Francesco Bidognetti detto «Cicciotto e'mezzanotte». Raffaele conosciuto come O'Puffo, ha deciso di collaborare con la giustizia il 13 aprile scorso, quando ha parlato per la prima volta, faccia a faccia, con il pm Alessandro D'Alessio della procura Antimafia.


Condannato a due ergastoli definitivi per i delitti Di Fraia e Caiazzo,  Bidognetti jr. è stato detenuto al 41 bis nel carcere di massima sicurezza di Sassari e poi Benevento.
 

Con il fratello Aniello, pluriergastolano, sono figli di Teresa Tamburrino, prima moglie del boss. Il medico Gennaro Falco, 67 anni, un professionista di  Parete, fu ucciso dai Bidognetti perché ritenuto «colpevole» di non aver guarito la mamma dei due ragazzi da un tumore. Gli altri fratelli di Raffaele - Teresa, Katia e Gianluca - sono stati tutti detenuti per reati di mafia. Anna Carrino, la seconda moglie del capoclan Francesco Bidognetti, è anche lei da anni collaboratrice di giustizia. Il pubblico ministero della Dda di Napoli, Alessandro D'Alessio,  sta ascoltando le nuove rivelazioni di Bidognetti che rappresentano un altro duro colpo alla camorra casertana, dopo il pentimento di Nicola Schiavone, figlio del boss Francesco «Sandokan». E Raffaele Bidognetti ha rivelato particolari inediti degli incontri con l'ex primula rossa di Casapesenna. «Michele Zagaria mi chiese perché mio padre ce l'avesse con lui - ha spiegato nel suo primo verbale - io non incontro mio padre dal 1999, ma sapevo che lui era un po' in astio con Michele, il quale gli aveva girato le spalle in occasione della scissione del 96 e del 97. Risposi, in ogni caso, che non era vero. Invia la notizia dell'incontro con Zagaria a mio padre tramite l'avvocato Carmine D'Aniello, ma poi D'Aniello mi disse che mio padre aveva inviato la risposta grazie a un parente di Zagaria che difendeva proprio lui». E così, si misero a tacere le voce di una possibile crisi fra il clan Zagaria e Bidognetti. Leggi l'articolo completo su
Il Mattino