Marcianise: medico va in pensione e scoppia il caos, oltre 1600 pazienti senza assistenza

Il 70enne camice bianco aveva chiesto una proroga all'Asl

Medico di base
Monta la protesta di un gruppo di cittadini contro l’Asl perché un medico di base è andato in pensione il primo agosto e i suoi pazienti non ricevono...

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Monta la protesta di un gruppo di cittadini contro l’Asl perché un medico di base è andato in pensione il primo agosto e i suoi pazienti non ricevono assistenza. In un Paese dove l’assistenza sanitaria dovrebbe essere garantita sempre e comunque, succede anche che i cittadini vengono lasciati allo sbando solo perché non si programmano e non si dispongono le esatte procedure.


È il caso di un medico massimalista settantenne che, dovendo andare in pensione agli inizi di agosto, ha presentato, lo scorso marzo, regolare richiesta all’Asl di rimanere in servizio, anche dopo aver compiuto l’età prevista per la quiescenza, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Il professionista, che da decenni assiste oltre 1600 pazienti, non ha ricevuto alcuna risposta, convinto che la proroga gli fosse stata accordata. Lo scorso 27 luglio, però, ha ricevuto, ufficiosamente, la notizia che non sarebbe rimasto in servizio e i primi di agosto è stato collocato in pensione. Tra l’altro, il medico che si dovrebbe insediare non è stato ancora collocato, ed ha tre mesi di tempo, come da accordo collettivo nazionale per i medici di medicina generale attualmente vigente, per trasferire la residenza a Marcianise e consequenzialmente aprire un ambulatorio con le caratteristiche previste dall’accordo collettivo e poter aprire agli assistiti dopo regolare approvazione da parte degli uffici competenti dell’Asl.

Per questo motivo, gli oltre 1600 assistiti non hanno avuto alcun preavviso che il loro medico non è più in convenzione, ovviamente con grave disagio, in particolare per i pazienti che hanno necessità di assistenza continua e coloro che assumono farmaci in Dpc, i farmaci distribuiti dalla Regione attraverso farmacie ospedaliere o territoriali, o quegli assistiti che hanno necessità di esami di laboratorio o altre indagini strumentali, o ancora visite specialistiche come i pazienti con patologie neoplastiche.

Per questo scorcio di agosto, il medico in questione è stato assalito da centinaia di telefonate dei suoi ex pazienti, ai quali ha dovuto spiegare l’incresciosa situazione esortandoli a rivolgersi agli uffici dell’Asl. Intanto, la maggior parte dei pazienti non ha avuto ancora la possibilità di scegliere il medico in sostituzione del precedente e quindi, di fatto, a chi si rivolge agli uffici dell’Asl è imposta la scelta di un unico medico che può acquisire scelte, non essendoci a Marcianise altri medici liberi, ma tutti al di sopra del massimale. Una violazione del principio della libera scelta del medico di base.

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Il Mattino