Ilva, trattativa ancora in stallo: posizioni distanti sugli esuberi

Ilva, trattativa ancora in stallo: posizioni distanti sugli esuberi
Ilva: trattativa ancora in stallo fra la cordata Acelor Mittal e i sindacati sull’occupazione e i contratti nel nuovo gruppo. A riferirlo i rappresentanti dei lavoratori...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA FLASH
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
SCEGLI ORA

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
SCEGLI ORA
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno
Ilva: trattativa ancora in stallo fra la cordata Acelor Mittal e i sindacati sull’occupazione e i contratti nel nuovo gruppo. A riferirlo i rappresentanti dei lavoratori dopo l’incontro di oggi al ministero dello Sviluppo economico.

«Oggi sono emersi con chiarezza i punti cruciali su cui siamo in disaccordo con Arcelor Mittal: permangono marcate differenze sugli esuberi e sulle condizioni economiche e normative per i lavoratori che saranno assunti da Am InvestCo», ha spiegato il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, precisando che i sindacati «non faranno alcun accordo che preveda esuberi, anche perché questo metterebbe in discussione tutto il piano industriale. Se davvero pensano di arrivare a 8.500 lavoratori, come continuano a sostenere, come faranno a produrre le 8 milioni di tonnellate di acciaio previsto dal piano industriale?»

Il prossimo incontro è previsto per l’11 aprile. Secondo i sindacalisti della Fim Cisl, in un precedente confronto ArcelorMittal ha precisato che Ilva perde oltre 300 milioni di euro l’anno. Il colosso dell’acciaio Arcelor Mittal ha messo sul piatto 1,8 miliardi di euro per rilevare il primo gruppo siderurgico italiano. L’operazione deve ancora essere finalizzata a causa dei ricorsi presentati dalla Regione Puglia e dal Comune di Taranto contro il piano ambientale del Governo su Ilva.

Resta da gestire anche il fronte europeo: la Commissione teme ricadute negative sulla concorrenza per la presenza del gruppo Marcegaglia nel consorzio che ha vinto la gara per Ilva. La decisione è attesa entro il 23 maggio.
L’ingresso di Cassa depositi e prestiti, insieme con Intesa Sanpaolo, potrebbe consentire di superare i dubbi dell’Antitrust Ue, evitando concentrazioni in alcuni segmenti del mercato siderurgico determinati dalla presenza di Marcegaglia. Mercoledì scorso l’amministratore delegato di Cdp, Fabio Gallia, ha detto che c’è la disponibilità a prendere una quota in Ilva qualora fosse necessario. Leggi l'articolo completo su
Il Mattino