Gli ostacoli nelle nozze tra Pd e Movimento 5 Stelle

Gli ostacoli nelle nozze tra Pd e Movimento 5 Stelle
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Gentile direttore,
provo a chiedere il suo parere. Premessa: io sono un elettore deluso del Movimento 5 Stelle. Capisco perfettamente che le alleanze servono per compiacere chi vi partecipa, sono ancora capace di fare l’addizione, ma se questo vuole significare barattare i valori, ebbene io dico «no!». Il M5S con il reddito di cittadinanza ha messo in atto una misura che la sinistra non era stata capace di attuare nella sua storia. Ebbene, si vuol creare un’alleanza stabile col Pd che, dichiarandosi di sinistra, si è sempre prestato ad attuare - secondo me - misure di destra. Questo è un accoppiamento che definisco incestuoso e mi auguro che Giuseppe Conte non si presti al gioco delle poltrone. È necessario battere le destre? Ma allearsi col Pd non significa finire per favorire la destra?



Pasquale Mirante
Sessa Aurunca


Caro Pasquale,


la costruzione di un’alleanza politica organica tra Movimento Cinquestelle e Pd non creda sia così scontata. Prima di tutto perché non è affatto scontato che Giuseppe Conte riesca a prendere la guida dei grillini o almeno di tutte le sue componenti. L’identità del Movimento in questi anni di governo (con la destra, con la sinistra e ora con quasi tutti) si è di molto annacquata. I principi fondanti dei 5Stelle, almeno nella parte che si riconosce nell’ex premier, si sono sciolti da tempo come un ghiacciaio di fronte sotto il sole della quotidianità politica. E ora si fa spesso fatica a distinguere nettamente, se non fosse forse per un maggior afflato ambientalista per altro ancora tutto da definire, i 5Stelle versione contiana rispetto al Pd. Resiste poi l’ala dei duri e puri che ha come riferimento l’extraparlamentare Di Battista e vorrebbe tornare alle origini. Il che vorrebbe dire anche e sopratutto nessuna alleanza. Il primo passo da fare assieme sarebbero le prossime lezioni dei sindaci nella grandi città, a cominciare da Roma e Napoli. Ma, come vede, l’accordo è ancora lontano da trovare. Si può sempre costruire un cartello elettorale all’ultimo minuto. Ma siamo alla tattica di breve cabotaggio senza una vera e propria strategia. 

 

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Il Mattino