RoadReader, una Porsche Panamera guidata da uno smartphone. Progetto Huawei grazie a intelligenza artificiale

La Panamera del progetto RoadReder di Huawei
BARCELLONA – Uno smartphone geniale, che in appena cinque settimane ha imparato a guidare una macchina riconoscendo mille diversi oggetti per imboccare la direzione...

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BARCELLONA – Uno smartphone geniale, che in appena cinque settimane ha imparato a guidare una macchina riconoscendo mille diversi oggetti per imboccare la direzione migliore. Con il progetto sperimentale RoadReader, Huawei dimostra a Barcellona di essere in grado di pilotare nientemeno che una Porsche Panamera.


E tutto grazie a funzionalità di intelligenza artificiale già presenti sul Mate 10 Pro. Le tecnologie di cui è dotato lo smartphone riconoscono i soggetti inquadrati, inclusi quelli più “banali” e piccoli che vanno dagli animali ai cibi, ed attualmente aiutano chi fotografa a scattare foto di alta qualità. Lo stesso sistema viene impiegato per guidare la Porsche Panamera. Lo smartphone individua quello che si trova davanti e dice all'auto come comportarsi.

Huawei presenterà il progetto a Barcellona ed ha assicurato che il 26 e 27 febbraio concederà agli appassionati di «testare direttamente l'auto, insegnandole come identificare ed evitare determinati ostacoli». Non è la prima volta che un'auto si guida remoto – ci sono hacker che hanno violato i sistemi di sicurezza delle vetture per dimostrarlo – ma il colosso cinese dimostra la velocità con la quale avanza il progresso tecnologico.

La società ha assicurato di essere «il primo produttore di dispositivi mobile al mondo ad utilizzare uno smartphone dotato di intelligenza artificiale per guidare un'automobile». L'operazione, promette Huawei, «si appresta a superare tutti i limiti finora conosciuti e a mettere alla prova le capacità di apprendimento, la velocità e le prestazioni dei dispositivi». Il motto della società cinese è “make it possible” ed il fatto che la tecnologia impiegata sia la stessa disponibile su un modello già in vendita fa capire la capacità competitiva del sistema. Aprendo nuovi orizzonti. Leggi l'articolo completo su
Il Mattino