Beni confiscati, due appartamenti consegnate a famiglie indigenti a San Giorgio a Cremano

Beni confiscati, due appartamenti consegnate a famiglie indigenti a San Giorgio a Cremano
Beni confiscati. La giunta comunale, su proposta del sindaco Giorgio Zinno e del vicesindaco Michele Carbone, destina due appartamenti confiscati alla criminalità...

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Beni confiscati. La giunta comunale, su proposta del sindaco Giorgio Zinno e del vicesindaco Michele Carbone, destina due appartamenti confiscati alla criminalità organizzata, ad altrettante famiglie indigenti.


Le abitazioni, site in via Cappiello ospiteranno persone appartenenti a due nuclei familiari, selezionati dalla graduatoria degli aventi diritto alle case di edilizia popolare. Un decisione che, su impulso del presidente della commissione Affari Sociali Antonio Esposito, va nella direzione del sostegno concreto alle fasce deboli del territorio. Un principio questo, che insieme al perseguimento della legalità, è al centro dell'azione politica dell'amministrazione Zinno.

Entro la primavera poi, altre due case confiscate ospiteranno il primo grande centro antiviolenza dell’area vesuviana. Un progetto unico nel suo genere, finanziato dal Ministero dell’Interno, a cui i tecnici dell'ente stanno lavorando già da alcuni mesi.

E non è tutto, nell'ambito delle attività che Zinno sta portando avanti proprio sui beni confiscati, è stata già inoltrata richiesta di acquisire al patrimonio comunale altri cinque immobili confiscati alla camorra, tre appartamenti e due negozi. In questi ultimi, in rete con enti del terzo settore, saranno svolte attività di tipo sociale; le case saranno assegnate ad altrettante famiglie indigenti.

Infine, riguardo ai beni confiscati per abusivismo, è in atto una delle più importanti progettualità degli ultimi anni sul complesso Terra Felix, situato tra via Manzoni, via Cupa Mare e via Pini di Solimene: si tratta di 55mila metri quadrati di terreno che in futuro ospiteranno orti sociali e la più importante Scuola Cani guida per Ciechi, di tutto il Sud Italia.

«Sui beni confiscati ci siamo rimboccati le maniche, producendo importanti risultati - spiega il sindaco Zinno - È evidente che negli scorsi anni, questi beni non sono stati gestiti in maniera appropriata e sono rimasti abbandonati per troppo tempo.  Altri dicono che faranno, faranno - aggiunge Zinno - ma quando hanno avuto la possibilità di fare qualcosa hanno dimostrato tutta la loro incapacità, visto che non hanno mai proposto alcun progetto di utilizzo. Noi, invece, possiamo dimostrare i risultati del nostro lavoro, nell’interesse della città e, in particolare, dei più deboli».

«Siamo soddisfatti delle azioni messe in campo finora - aggiunge Carbone - soprattutto in quanto destinate alle fasce deboli. Continueremo su questa linea, in quanto possiamo ancora fare molto per loro e per affermare la legalità sul nostro territorio».  


«È stato un percorso condiviso con il sindaco, passo dopo passo, dallo scorso dicembre - conclude Antonio Esposito - Seppur con i tempi lunghi della burocrazia, abbiamo raggiunto l'obiettivo dando speranza e dignità a chi ha maggiormente bisogno di aiuto. È così che intendiamo la politica. Come servizio e sostegno. È così che i nostri concittadini potranno sentirsi tutelati ed assistiti". Leggi l'articolo completo su
Il Mattino