Coronavirus, altra vittima a Napoli: morto Albini, funzionario della Prefettura

Coronavirus, altra vittima a Napoli: morto Albini, funzionario della Prefettura
Il virus se l’è portato via nel giro di dieci giorni, ma nulla potrà portare via il suo sorriso. Dante Albini aveva 65 anni, che avrebbe compiuto proprio oggi,...

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Il virus se l’è portato via nel giro di dieci giorni, ma nulla potrà portare via il suo sorriso. Dante Albini aveva 65 anni, che avrebbe compiuto proprio oggi, ed era funzionario economico-finanziario della Prefettura di Napoli, dell’Ufficio Immigrazione. Amici e parenti, che conoscevano Dante, lo ricordano come una persona forte, di grande spirito e grande generosità. Sempre a disposizione di tutti, Dante era un grande tifoso del Napoli, come i suoi due figli Fabrizio e Marco. Dante due settimane fa aveva avvertito i primi sintomi, ovvero febbre alta e poi tosse. Dopo essersi recato al Cotugno era stato rispedito a casa per curarsi con tachipirina, ma senza tampone. Le condizioni si sono poi aggravate e dopo una settimana è stato ricoverato in ospedale. Sottoposto a tampone è risultato positivo al Coronavirus, fino a quando i medici hanno riscontrato, dopo una tac, la polmonite causata dal Covid-19. È stato intubato in terapia intensiva fino ad oggi.


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Dante Albini, era coordinatore delle attività dello Sportello Immigrazione, funzionario di grande esperienza in quel settore. Si è occupato di sanatorie e di regolarizzazione nell’ambito dei vari decreti-flussi emanati dal Governo, nel periodo 2002, 2006 e 2012 e delle procedure di ricongiungimento familiare e di tutte le attività in collaborazione con la Procura. Dal 2001 al 2003 fu assegnato all’Ufficio Relazioni con il Pubblico, all’epoca di nuova istituzione. Dal 1995 al 2001 ha lavorato nell’Ufficio Antimafia in qualità di Segretario del Gruppo Ispettivo Antimafia, distinguendosi per analisi e capacità professionali. Ha lavorato in precedenza presso l’Ufficio Sfratti in qualità di Segretario della Commissione istituita presso la Prefettura di Napoli. Fu assunto nel giugno 1985 come Segretario di Ragioneria presso la Prefettura di Napoli e assegnato all’Ufficio Riscontro Amministrativo. Dante lascia un vuoto immenso, incolmabile, nei suoi due figli Fabrizio e Marco e nella vita di tutti i colleghi, che hanno avuto modo di incontrarlo in questi 30 anni trascorsi in Prefettura. Un uomo, il cui sorriso resterà indelebile.

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Il Mattino