De Luca arriva a Santa Lucia ma beffa tutti entrando dall'ingresso laterale

De Luca entra dall'ingresso secondario della Regione da via Marino Turchi
Vincenzo De Luca è arrivato pochi istanti fa a Palazzo Santa Lucia ma come è suo costume ha sorpreso tutti, preferendo entrare da un ingresso laterale a via Marino Turchi,...

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Vincenzo De Luca è arrivato pochi istanti fa a Palazzo Santa Lucia ma come è suo costume ha sorpreso tutti, preferendo entrare da un ingresso laterale a via Marino Turchi, mentre una folla di giornalisti e fotografi lo attendeva al portone principale di via Santa Lucia.




Il governatore, superati (almeno per ora) gli ostacoli della legge Severino, ha preso possesso del suo ufficio al terzo piano.



In realtà, avrebbe potuto farlo già venerdì scorso ma chi lo conosce bene racconta che De Luca sia scaramantico per cui «di Venere e di Marte non ci si sposa e non si parte nè si dà principio all’arte» (per la cronaca, l’udienza collegiale sulla Severino è fissata per venerdì 17). «Da lunedì saremo operativi, prenderemo le prime decisioni», aveva del resto anticipato il presidente. Ovviamente, non c'è stato alcun scambio di consegne ufficiale perchè il suo predecessore Stefano Caldoro ha lasciato Palazzo Santa Lucia subito dopo la proclamazione, il 18 giugno. Tra le prime decisioni potrebbe addirittura esserci l’annuncio della giunta anche se, Statuto alla mano, per i decreti di nomina bisogna comunque aspettare l’insediamento del consiglio regionale previsto per giovedì.



In Regione Vincenzo De Luca entra confortato dalle parole di Matteo Renzi. «Per come lo conosco io, credo che sia - ha detto - l’uomo giusto in questo momento della vita delle istituzioni campane». Il premier ha pure confermato l’impegno del governo. «Sono pronto a dargli tutto il mio sostegno perchè se riparte la Campania riparte l’Italia». Il presidente del consiglio ha ricordato le iniziative su Whirlpool, Firema e Fincantieri. «Mai visto uno sforzo del genere sulle crisi aziendali», ha detto. Insomma, il gelo calato tra De Luca e Renzi per l’applicazione della legge Severino (il governatore si aspettava un decreto che consentisse di superare la sospensione) è destinato a rientrare e ambienti vicini all’ex sindaco di Salerno osservano che senza una forte intesa istituzionale tra il governo e la Regione è impensabile che la Campania possa ripartire.



Nel giorno del debutto in Regione De Luca lavorerà alla composizione della giunta che salvo sorprese il governatore dovrebbe ufficializzare giovedì sera dopo l’insediamento del consiglio regionale. Sarà una giunta di tecnici, di sette, massimo otto assessori sui dieci previsti dallo Statuto. Per il ruolo di vice, la casella più importante anche in vista degli sviluppi della Severino, resta favorito il deputato del Pd Fulvio Bonavitacola, salernitano, uomo di stretta fiducia di De Luca. Sui nomi regna il massimo riserbo ma da quanto filtra un posto nell’esecutivo dovrebbe averlo l’ex rettore Raimondo Pasquino, presidente del consiglio comunale di Napoli (che potrebbe spuntarla anche per la vicepresidenza). È data per certa la nomina di Amedeo Lepore, che potrebbe ottenere la delega al Bilancio. Tra le donne restano stabili le quotazioni dell’ex rettore dell’Orientale Lida Viganoni e dell’ex presidente del Consorzio Unico Campania Antonietta Sannino. Intanto, si lavora anche agli assetti del consiglio regionale, dei quali potrebbe occuparsi anche la segreteria regionale del Pd in programma oggi. Per la presidenza dell’aula, il nome indicato è quello di Rosetta D’Amelio, consigliere anziano e componente di Area riformista.



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