Vico Equense: inaugurata la statua in onore di Gigino, papà di «Pizza a Metro»

Famiglia Dell'Amura
VICO EQUENSE -  La sua immagine austera ma generosa traspare anche da una statua. Il busto di Gigino Dell'Amura, inventore e fondatore della «pizza a...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA FLASH
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
SCEGLI ORA

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
SCEGLI ORA
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno
VICO EQUENSE -  La sua immagine austera ma generosa traspare anche da una statua. Il busto di Gigino Dell'Amura, inventore e fondatore della «pizza a metro», adesso è posizionato proprio all'ingresso del locale di via Nicotera. La scultura è stata inaugurata ieri, dal sindaco di Vico Equense Andrea Buonocore, dai componenti della famiglia Dell'Amura e dal direttore di Pizza a Metro, Giovanni Rivieccio. 

 
Gigino Dell’Amura al pari di artisti e uomini di ingegno, con la sua fantasia, ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte culinaria. Un’invenzione che nasce per caso, dal lavoro di panettiere che aveva ereditato dal padre. 
«L'idea di creare pizze lunghe alcuni metri è nata da un'esigenza pratica - racconta il nipote Luigi Dell'Amura - poichè all'epoca i commensali erano tanti e in questo modo mio nonno riusciva ad offrire un servizio più veloce». 
E' nata così la futura fortuna della «Pizza al metro» che oggi è una realtà consolidata del mondo enogastronomico campano, con circa 100 dipendenti e 1.600 posti a sedere.
Familiari e amici ricordano la generosità di Gigino. «Nel periodo bellico, in cui il pane veniva distribuito in maniera centellinata, con la tessera, il nonno trasgrediva alla regola e offriva cibo in più soprattutto ai bambini. Per questo motivo fu anche costretto a restare qualche giorno in galera» sottolinea il nipote Luigi. Leggi l'articolo completo su
Il Mattino