Lavoratori Doria di Acerra, la protesta arriva a Parma: sciopero di solidarietà

I lavoratori della “Doria” in presidio davanti allo stabilimento di Parma
ACERRA - Gli operai della Doria esportano la loro protesta fino a Parma dove dovrebbe essere trasferita la produzione di Acerra a settembre prossimo. Una delegazione di 40...

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ACERRA - Gli operai della Doria esportano la loro protesta fino a Parma dove dovrebbe essere trasferita la produzione di Acerra a settembre prossimo. Una delegazione di 40 lavoratori di Acerra è dalle prime luci dell’alba davanti allo stabilimento emiliano con bandiere e striscioni. A Parma gli  operai del primo turno hanno scioperato per solidarizzare con i loro compagni acerrani. La produzione si è fermata. La proprietà vorrebbe da settembre prossimo dismettere lo stabilimento di Acerra e trasferire la produzione a Parma insieme a 18 lavoratori sui 67 attualmente in forza ad Acerra. Le restanti tute blu invece verrebbero ricollocate in altri stabilimenti campani. Ma sindacati ed operai non ci stanno e da lunedì della scorsa settimana sono in agitazione. La produzione ad Acerra è ferma e i lavoratori sono da oltre 10 giorni riuniti in assemblea permanente.  Venerdì prossimo è stato fissato un nuovo incontro in Regione con i vertici aziendali, sindacati e Comune di Acerra convocato dal presidente della commissione Lavoro, Nicola Marrazzo.


«La concentrazione della produzione nello stabilimento di Parma non avrà alcun effetto sui livelli occupazionali e tutti i 55 dipendenti saranno assorbiti negli altri siti industriali del gruppo», rassicurano dal quartier generale di Angri. «A tal fine - recita una nota - un tavolo negoziale volto, altresì, a concordare indennità a favore dei lavoratori nell’ottica di tali trasferimenti, anche al di là di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro, è stato aperto con le Rsu e le rappresentanze sindacali ma è stato da questi inopinatamente abbandonato. La società, che in tutti questi anni ha sempre agito in virtù della sua responsabilità sociale contribuendo da sempre allo sviluppo del territorio, nel ribadire la non revocabilità della decisione di chiusura del sito di Acerra, conferma la propria disponibilità a una ripresa di tale tavolo negoziale, subordinatamente alla cessazione dello stato di agitazione dei lavoratori di Acerra».   Leggi l'articolo completo su
Il Mattino