Metropolitana di Napoli, la stazione di Barra-San Giovanni invasa da rifiuti e erbacce

Corso San Giovanni, è allarme degrado: «Qui viaggiano gli utenti dell’Accademy»

Metro, la stazione porta di studenti e ricercatori invasa da rifiuti e erbacce
Dignità, decoro, diritti: le tre “D” negate ai cittadini che vivono a San Giovanni a Teduccio. Questa volta non stiamo parlando di lembi estremi di periferia...

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Dignità, decoro, diritti: le tre “D” negate ai cittadini che vivono a San Giovanni a Teduccio. Questa volta non stiamo parlando di lembi estremi di periferia urbana, ma di uno dei quartieri di Napoli operoso (e un tempo operaio), che resiste e rinasce nonostante l’ombra nera di una camorra che non si riesce a estirpare. Eppure stavolta la criminalità organizzata c’entra poco davvero.



Su San Giovanni negli ultimi anni si è puntato ragionando alla grande. È stata realizzata una riqualificazione dell’ex area industriale avviando un’opera di rigenerazione urbana. Ma poi basta fare due passi a piedi lungo il corso principale per rendersi conto che la strategia di rinnovamento non tocca i servizi essenziali, e ha il sapore del classico restyling che disegna solo cattedrali nel deserto. 

Uno dei punti più critici e dolenti resta quello legato alla mobilità, e ad alcune zone contrassegnate da un abbandono sconfortante. A cominciare dalla stazione della metropolitana della Linea 2, “San Giovanni-Barra”. Lo si intuisce già imboccando via Garibaldi, traversa del corso San Giovanni che porta ai binari in un contesto “sgarrupato”: l’insegna direzionale che indica la fermata, sbilenca sul suo palo in ferro, è di per sé già il biglietto da visita dell’abbandono.

All’ingresso, uno slargo invaso dai rifiuti che solo di tanto in tanto vengono rimossi: sacchetti della spazzatura, materiale di risulta di ogni genere, sporcizia. Un luogo che, al calar del sole, diventa territorio di conquista per i ratti, a due passi da abitazioni e negozi. 

Nulla di nuovo sotto il sole. Se si vanno a spulciare le notizie di cronaca di un passato nemmeno troppo remoto, si scopre che la vergognosa situazione in cui gli utenti della metropolitana sangiovannese sono costretti a convivere ogni giorno è un amarissimo deja vù. Nel 2017 la questione esplose valicando i confini locali e finendo addirittura sul tavolo dell’allora ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, al quale venne indirizzata una interrogazione dai parlamentari Impegno e Carloni (Partito Democratico). 

A rileggere il testo di quella interrogazione si intuisce che i problemi di oggi sono gli stessi di allora. E che sette anni sono passati inutilmente. Per San Giovanni-Barra, capolinea della tratta nella Linea 2 «le fermate non sono presidiate - denunciavano i due deputati - non c’è filtraggio e si favorisce l’evasione». Ed ancora: «Le stazioni sono in condizioni precarie e necessitano ristrutturazione. Inoltre quasi tutte sono inaccessibili ai diversamente abili. In particolare si evidenzia il degrado della stazione Napoli San Giovanni-Barra. Il flusso di viaggiatori è aumentato per l’apertura di una nuova sede universitaria ma il vecchio edificio viaggiatori è abbandonato da sette anni, l’accesso alla stazione è poco segnalato e spesso ingombrato da auto parcheggiate, il parcheggio da 200 posti risulta chiuso». 

Oggi, come e forse anche più di ieri, il degrado è aumentato. I cittadini devono percorrere decine di metri all’aperto senza coperture, non ci sono punti d’informazione né tornelli di accesso. E di sera c’è lo slalom per evitare topi e blatte. 

E allora tornano attuali domande e perplessità. Può bastare la creazione di un ateneo, di un polo tecnologico di alta innovazione a riqualificare un quartiere come San Giovanni a Teduccio? Interrogativi che si sono posti anche tecnici e politici.

Dopo oltre 30 anni di abbandono, con il contributo finanziario dell’Unione Europea, la Regione Campania e l’Università Federico II hanno investito nella riqualificazione dell’ex area industriale di san Giovanni a Teduccio avviando un’opera di rigenerazione urbana che in poco tempo ha attirato l’interesse di primari “player” internazionali dell’innovazione. Nato come iniziativa infrastrutturale finalizzata a ospitare la Scuola Politecnica Regionale, il progetto del campus di San Giovanni è divenuto un centro dedicato alla sperimentazione di una didattica innovativa tesa alla formazione delle competenze digitali per l’industria 4.0.

Academy, Incubatori e Lab per accelerare la trasformazione digitale italiana creando profili professionali a elevata specializzazione e sostenendo la creazione di imprese, startup e spinoff con nuovi modelli di business, favorendo il trasferimento tecnologico e la condivisione di pro cessi innovativi e creativi. Ma a poche decine di metri resta il degrado, l’abbandono, l’incuria. E la camorra: qualcuno, sul corso San Giovanni, ha marchiato con lo spray un muro con la scritta: “Bronx. Quando uscirà il vostro sole, noi usciremo con i mitra”. E non è un messaggio incoraggiante.

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Il Mattino