Scuola, trasporti e sanità: tutti in piazza a Napoli per lo sciopero Usb

Scuola, trasporti e sanità: tutti in piazza a Napoli per lo sciopero Usb
Una giornata di sciopero generale per rimanere al fianco dei lavoratori e dei pensionati, per ribadire che è “non è andato bene niente”. Con questo...

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Una giornata di sciopero generale per rimanere al fianco dei lavoratori e dei pensionati, per ribadire che è “non è andato bene niente”. Con questo intento stamattina davanti la prefettura, in piazza del Plebiscito, si sono incontrati rappresentanti dell'unione sindacale di base, della sanità e della scuola. Una protesta che in diverse piazze italiane, ha voluto mettere in evidenza criticità e preoccupazioni che in questi mesi hanno coinvolto numerose categorie e comparti produttivi. 

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«Gli ospedali ci sono in questa regione – commenta Pasquale Vitiello dell'esecutivo regionale Usb – ma sono ancora chiusi. Abbiamo strutture che nei mesi estivi potevano essere rimesse in sesto o potenziate e che ora sono vere cattedrali nel deserto. Edifici pronti per accogliere pazienti in covid che attualmente occupano i reparti di degenza e di terapia intensiva di ospedali al collasso. Crediamo che le cose non siano andate bene e lo dimostra l'immobilità di progetti ed interventi utili ad evitare questa seconda ondata. Ma quello della sanità purtroppo, non è l'unico comparto a soffrire di carenza di idee e servizi». 

Anche la scuola infatti, come testimoniano le insegnanti in strada, vive momenti di stallo ed incertezza mai riscontrati prima. «Le scuole d'infanzia e le primarie sono riaperte – dichiara l'insegnatne Maria Vittoria Tirinato – ma ormai c'è sfiducia ed insicurezza da parte di molti genitori. In questo ci sono errori, a nostro avviso, anche da parte delle istituzioni che hanno rappresentanto la scuola come luogo insicuro e veicolo di contagio. Questo ha creato non pochi problemi soprattutto per quanto riguarda l'insegnamento che – a distanza – farà danni nei ragazzi che devono subirlo. La paura purtroppo influisce sull'atteggiamento di molti genitori che ancora adesso non si rendono conto della situazione».

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Il Mattino