La missione di Draghi: firma del salva Napoli e tour al rione Sanità

La missione di Draghi: firma del salva Napoli e tour al rione Sanità
Arriva la firma del Patto per Napoli. Dopo mesi di lavoro e trattative sull'asse Napoli-Roma il presidente del Consiglio Mario Draghi sarà in città...

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Arriva la firma del Patto per Napoli. Dopo mesi di lavoro e trattative sull'asse Napoli-Roma il presidente del Consiglio Mario Draghi sarà in città martedì per sottoscrivere l'accordo con il sindaco Gaetano Manfredi. L'appuntamento è segnato in agenda alle 11 nella sala dei Baroni del Maschio Angioino, alla presenza di tutti gli assessori, dell'intero Consiglio comunale e delle autorità cittadine.

Napoli sarà la prima città a ratificare il Patto nell'ambito della ripartizione dei fondi destinati ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane che abbiano, al 31 dicembre del 2021, maturato un disavanzo pro capite superiore ai 700 euro. Oltre a Napoli, con un disavanzo pro capite di 2.303 euro, ci sono Palermo con 1.483 euro; Reggio Calabria con euro 991; Torino con 908 euro. L'accordo con il premier si sarebbe dovuto siglare a metà febbraio come precisato nella legge di bilancio che il Parlamento ha licenziato il 31 dicembre dello scorso anno, ma le vicissitudini legate alle urgenze delle ultime settimane hanno fatto slittare l'incontro. L'erogazione dei finanziamenti potrà partire soltanto dopo la sottoscrizione dell'accordo, ma avverrà in tempi stretti. Una firma al fotofinish, che mette la città al riparo dal default.

La decisione di Draghi di venire personalmente in città, rispetto a quanto era inizialmente previsto (ovvero che fosse Manfredi ad andare a Palazzo Chigi), è sintomo dell'attenzione che il premier vuole mostrare per la capitale del Mezzogiorno. Un segnale politico di tutto rilievo. La sostanza del Patto, sancito nei commi dal 567 al 580 della legge di bilancio, consiste nell'erogazione di un contributo statale, a fondo perduto, di 2 miliardi e 670 milioni (ripartito tra i 4 comuni capoluogo individuati dalla legge) con Napoli che si colloca in una percentuale di circa 45-50% dell'intero contributo. Una cifra che si aggira tra 1,2 e 1,3 miliardi. L'accordo tra Governo e Comune prevede per Palazzo San Giacomo un piano di rientro dal debito di 5 miliardi di euro, basato su tre asset principali: patrimonio, riscossione e razionalizzazione delle partecipate. I talloni d'Achille dell'Ente.


I ritardi rispetto alla firma avevano messo in allarme il primo cittadino. Senza la prima tranche di contributi statali, più di 100 milioni, sarebbe stata a rischio l'approvazione del primo bilancio dell'era Manfredi prevista per il mese di aprile. «La situazione del Comune è molto complessa dal punto di vista finanziario e organizzativo - ha ricordato pochi giorni fa l'ex rettore - ma abbiamo avviato una serie di iniziative per la città a partire dal decoro urbano, un piano di sviluppo e di investimento soprattutto sui trasporti e sulla rigenerazione urbana utilizzando le risorse del Pnrr, un lavoro molto intenso». Il patto va di fatto a scavallare il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune del 2013, che tuttora impegna l'Ente con rate da pagare allo Stato fino al 2049. Il vecchio Piano era basato su erogazioni a titolo di prestito, con interessi rilevanti soggette, peraltro, per anni, ai vincoli derivanti dal patto di stabilità interno, come, ad esempio, il divieto di reimpiegare gli avanzi di bilancio.



Il presidente Draghi, dopo aver sottoscritto il salva-Napoli, visiterà il Rione Sanità e nella chiesa di Santa Maria della Sanità incontrerà la comunità ucraina già presente sul posto e i profughi accolti nei giorni scorsi. Draghi avrà modo di intrattenersi con padre Antonio Loffredo, che nel corso di questi anni ha messo tutti d'accordo. Da lui sono passati tutti gli ultimi premier: Renzi, Gentiloni, Conte. Nel rione la Fondazione San Gennaro, animata dal parroco, e tutta la comunità locale stanno sviluppando un modello di accoglienza di quartiere dei profughi dalla guerra. Sono stati accolti 15 cittadini ucraini e presto ne arriveranno altri. I bambini giunti dai territori di guerra si sono già integrati nelle scuole. Draghi visiterà poi le Catacombe di San Gennaro, accompagnato dai giovani della cooperativa La Paranza, altra realtà voluta da padre Loffredo che ha consentito a giovani del quartiere di trovare lavoro.
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Il Mattino