Giovanna Marini, una «voce libera» sul palco di Estate a Napoli

Giovanna Marini, una «voce libera» sul palco di Estate a Napoli
Appuntamento di spessore quello in programma martedì 10 settembre (dalle 19.30) al Maschio Angioino: sul palco la «voce libera» di Giovanna...

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Appuntamento di spessore quello in programma martedì 10 settembre (dalle 19.30) al Maschio Angioino: sul palco la «voce libera» di Giovanna Marini per «A sud della musica«, nel cartellone di «Estate a Napoli 2019».

L'evento, organizzato dal Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli con l'Assessorato alla Cultura e al Turismo della città partenopea, rappresenta anche una prestigiosa tappa d'avvicinamento alla prossima edizione del Festival, in programma a partire da novembre prossimo.

L'evento, a ingresso libero, è l'anteprima nazionale del film del regista Giandomenico Curi che ripercorre vita e ricerca musicale di Giovanna Marini. Nella serata napoletana Giovanna Marini non solo sarà presente in prima persona, ma sarà accompagnata dal gruppo musicale operaio de E’ Zezi di Pomigliano, guidati da Angelo de Falco e dal musicista Daniele Sepe, con i quali duetterà in esclusiva per il nostro pubblico.

«Giovanna Marini non è un’etnomusicologa, non è un’antropologa: è solo una musicista e una donna. E in questa ricerca la guidano il suo istinto, la sua passione per la musica e la voglia di innamorarsi di quella terra, del Sud, di quei canti, di quei cantatori e cantatrici di tradizione. Per lei la musica è prima di tutto libertà; e il suo è un gesto diretto, senza nessuna strategia alle spalle»: queste le parole di Curi stesso presentando l'artista, classe '37, con all'attivo 60 anni di carriera e oltre 30 album pubblicati. 


«Il canto per Giovanna - spiega il coordinatore del Festival Maurizio Del Bufalo - è e resterà sempre politica, impegno civile, resistenza, racconto del coraggio e dell’identità di gente e di popoli del Sud di cui è stata sempre innamorata. Partita dal Salento, non si è mai fermata, ma  ha continuato con la Lucania e la sua amata Calabria, seguendo l’esempio di scrittori come Pier Paolo Pasolini da cui è rimasta affascinata e di cui ha cantato la drammatica fine. Da sempre attenta all’attualità politica italiana, alle migrazioni, agli scontri sociali e alla polemica politica per sostenere una sinistra sempre più larga e complessa, è stata al fianco di chi ha fatto della protesta un’arma civile di riscatto. L’ultimo eroe di Giovanna è stato Domenico Lucano a cui ha dedicato la Ballata per Riace con cui chiuderemo la serata al Maschio Angioino, annunciando l’arrivo dell’ex sindaco di Riace a Napoli, il 7 ottobre prossimo». Leggi l'articolo completo su
Il Mattino