Profughi, la truffa dell’accoglienza indagato viceprefetto napoletano

Proteste dei migranti per il cibo, «poco e scadente»,all’hub di Padova. Rivolta anti-immigrati degli italiani:«paghiamo il il pizzo agli africani per un po’ ditranquillità». «Spacciano». E, ancora,donne e vecchi a caccia di sesso che pagano giovanissimi senegalesidisposti a vendersi per un pasto. Le istantanee vengono dallacittà del Santo. Tutte scattate nel corso degli ultimi dueanni. Da un punto di vista economico, il numero elevatissimo dimigranti che affolla Padova rappresenta un business redditizio. Di«risorsa preziosa» in riferimento ai migranti daaccogliere «nelle parrocchie e nelle case»parlò, non troppo tempo fa, il vescovo Claudio Cipolla. Manon poteva immaginare ciò che sospetta la Procura di Padovache ha iscritto sul registro degli indagati il vicario dellaPrefettura, Pasquale Aversa, napoletano di Torre Annunziata,insieme all’ex funzionaria della stessa prefettura, TizianaQuintario. Avviso di garanzia a firma del pm Federica Baccaglininotificato dai carabinieri anche ai responsabili della cooperativasociale Ecofficina Educational peraltro già al centro dinumerose inchieste sullo stesso tema. Si tratta del presidenteGaetano Battocchio, di Sara Felpati, sua vice, di Simone Borile,gestore, e di Marco Zangrossi, consulente del lavoro.

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