Profughi, la truffa dell’accoglienza
indagato viceprefetto napoletano

di Mary Liguori

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Proteste dei migranti per il cibo, «poco e scadente», all’hub di Padova. Rivolta anti-immigrati degli italiani: «paghiamo il il pizzo agli africani per un po’ di tranquillità». «Spacciano». E, ancora, donne e vecchi a caccia di sesso che pagano giovanissimi senegalesi disposti a vendersi per un pasto. Le istantanee vengono dalla città del Santo. Tutte scattate nel corso degli ultimi due anni. Da un punto di vista economico, il numero elevatissimo di migranti che affolla Padova rappresenta un business redditizio. Di «risorsa preziosa» in riferimento ai migranti da accogliere «nelle parrocchie e nelle case» parlò, non troppo tempo fa, il vescovo Claudio Cipolla. Ma non poteva immaginare ciò che sospetta la Procura di Padova che ha iscritto sul registro degli indagati il vicario della Prefettura, Pasquale Aversa, napoletano di Torre Annunziata, insieme all’ex funzionaria della stessa prefettura, Tiziana Quintario. Avviso di garanzia a firma del pm Federica Baccaglini notificato dai carabinieri anche ai responsabili della cooperativa sociale Ecofficina Educational peraltro già al centro di numerose inchieste sullo stesso tema. Si tratta del presidente Gaetano Battocchio, di Sara Felpati, sua vice, di Simone Borile, gestore, e di Marco Zangrossi, consulente del lavoro.
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Mercoledì 8 Agosto 2018, 22:58 - Ultimo aggiornamento: 9 Agosto, 08:31
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