Vaticano, archiviate le accuse contro l'ex funzionario Mauriello: «In quella riunione segreta lui non c'era»

Vaticano, archiviate le accuse contro l'ex funzionario Mauriello: «In quella riunione segreta lui non c'era»
Buone notizie per l'ex funzionario della Segreteria di Stato vaticana, Vincenzo Mauriello. Il procedimento penale a suo carico, in cui era accusato di peculato,...

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Buone notizie per l'ex funzionario della Segreteria di Stato vaticana, Vincenzo Mauriello. Il procedimento penale a suo carico, in cui era accusato di peculato, abuso d'autorità e corruzione nell'ambito dell'inchiesta in Vaticano su compravendite immobiliari condotte dalla Segreteria di Stato a Londra, è stato archiviato: Mauriello, 57 anni, difeso dallo Studio legale Brunelli, è l'unico per il quale è stato emesso decreto di archiviazione.

 

«Si ritiene che non siano stati raccolti gli elementi necessari per poter esercitare l'azione penale», si legge nel decreto. Mauriello era stato accusato in qualità di funzionario dei vertici della Segreteria di Stato vaticana, in particolare come dipendente, all'epoca dei fatti, della sezione degli Affari Generali. L'inchiesta, voluta da Papa Francesco nel 2019 ai fini di una gestione finanziaria più trasparente, ha visto le perquisizioni negli uffici della Segreteria di Stato e dell'Aif, l'Autorità di informazione finanziaria, l'organismo del Vaticano per la lotta al riciclaggio.

 

Fra i cinque dirigenti vaticani sospesi c'era lo stesso Mauriello. «Dalle evidenze istruttorie - precisano i legali in una nota - è emerso che le linee dell'operazione di investimento immobiliare di Londra erano state definite in una riunione in Segreteria di Stato svoltasi nel giugno 2014. Una riunione a cui Mauriello non aveva partecipato. Anche nelle fasi successive a quella nella quale fu deliberata l'operazione immobiliare e, in particolare, quelle che hanno condotto al perfezionamento della stessa, non è emerso alcun suo coinvolgimento personale. Mauriello si è limitato all'acquisizione delle informazioni sul conto di Raffaele Mincione».

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Il Mattino