Auto contro la folla di giovani al night: la ricostruzione del folle assalto

Auto contro la folla di giovani al night: la ricostruzione del folle assalto
Un ragazzo difficile che, già in passato, aveva avuto dei problemi. Alfredo Aliperti, 32 anni di Ottaviano, era alla guida della Fiat Panda che lo scorso 6 maggio si...

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Un ragazzo difficile che, già in passato, aveva avuto dei problemi. Alfredo Aliperti, 32 anni di Ottaviano, era alla guida della Fiat Panda che lo scorso 6 maggio si è lanciata sulla folla in attesa di entrare nel Sea Garden. Incastrato subito dagli inquirenti grazie ai filmati e ai racconti degli avventori del Sea Garden, già all’indomani dell’episodio aveva ricevuto un foglio di via dalla questura che lo intimava a non mettere più piede a Salerno per tre mesi.

Le successive indagini espletate dalla squadra Mobile sono poi riuscite a stringere il cerchio anche su Umberto Mancini, 45 anni che si trovava in auto con lui quella la sera. Entrambi di Ottaviano già domani mattina i due indagati, assistiti dall’avvocato Antonio Tomeo, potrebbero presentarsi davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Se non si avvarranno della facoltà di non rispondere potrebbero chiarire il gesto che, solo per una fortuita fatalità, non si è trasformato in tragedia. E’ nell’ordinanza di custodia cautelare redatta dal gip che si ricostruisce la follia dei due giovani indagati ripresi dalle telecamere. Come si vede dai filmati Aliperti e Mancini salgono in auto e mettono in atto una manovra sconsiderata per uscire dal parcheggio della struttura di via Generale Clark. Prima si avvicinano con l’auto al cancello che separa il parcheggio dall’ingresso del locale, poi come documentano le immagini delle telecamere, lo urtano per testarne la resistenza, infine pigiano il piede sull’acceleratore e abbattono la barricata lanciandosi a velocità sostenuta contro un gruppo di giovani che era in fila all’esterno del locale. Entrambi della Ottaviano “bene”, Aliperti è figlio di un noto costruttore e fratello di un consigliere comunale di maggioranza nella sua città, Mancini appartiene invece a una famiglia di noti costruttori della zona. Tentato omicidio plurimo aggravato e continuato sono le pesantissime ipotesi di reato contestate dal sostituto procuratore Katia Cardillo a carico dei due indagati. Leggi l'articolo completo su
Il Mattino