Presidi anziani pensionati, scattano i ricorsi

Il provveditore Pagliara
Presidi in pensione d’ufficio e pronti al ricorso. Sul piede di guerra gran parte dei dirigenti scolastici interessati da un provvedimento di collocamento a riposo a partire dal...

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Presidi in pensione d’ufficio e pronti al ricorso. Sul piede di guerra gran parte dei dirigenti scolastici interessati da un provvedimento di collocamento a riposo a partire dal primo settembre prossimo come stabilito da un decreto della dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Luisa Franzese. Nel salernitano sono 15 le presidenze pronte a cambiare per chiusura di carriera, ma molti presidi non ci stanno e annunciano la presentazione di un ricorso. «Abbiamo un contratto che si chiude nel 2016 – fa sapere una parte dei presidi – perché questo collocamento d’ufficio?». L’elenco dei dirigenti scolastici collocati a riposo era circolato il 19 febbraio scatenando già le prime reazioni polemiche. Da quest’anno, secondo una circolare del Ministero della Funzione Pubblica, i lavoratori della scuola (presidi, insegnanti e personale Ata) che hanno raggiunto un diritto a pensione con la vecchia normativa entro il 31 dicembre 2011 saranno collocati in pensione d’ufficio dal primo settembre. Saranno messi in pensione tutti coloro che hanno più di 62 anni di età, con 41,6 anni di anzianità per le donne e 42,6 per gli uomini. E l’abolizione del trattenimento in servizio impedisce la proroga di un biennio che era riconosciuta sino all’anno scorso. Una normativa finalizzata a favorire il ricambio generazionale che non lascia spazio a dubbi. Eppure i malumori non mancano.


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Il Mattino