Marida Lombardo Pijola, morta la giornalista del Messaggero e scrittrice di successo: aveva 65 anni

Marida Lombardo Pijola, morta la giornalista del Messaggero e scrittrice di successo: aveva 65 anni
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«Complimenti, lei ha scritto un pezzo bellissimo». La ringrazio, girerò i suoi complimenti alla mia collega Marida Lombardo Pijola. Sa, Lombardo Lombardi, ci confondono spesso. Quanti complimenti finiti al numero sbagliato, in redazione. «Marida, ha chiamato un altro tipo, voleva dirti che l’hai commosso». Era sempre così con i pezzi di Marida, lame o carezze, frecce o lampi, era impossibile non sentirla tra quelle righe, ci metteva tutta la sua anima, la sua passione, la sua bellezza. Sempre. Ma come fa?, ce lo siamo chiesti tante volte. A scegliere parole che scavano dentro, a trascinarti fino all’ultimo, lasciando sempre un’immagine, una lacrima, un pensiero, un sorriso. A volte era una danza leggera, la sua scrittura, a volte un vortice di emozioni. Comunque sia un regalo, per chi la leggeva, e tanti chiamavano per ringraziare, «lei ha scritto un pezzo bellissimo».

 

Inviata speciale e scrittrice

Per 30 anni i pezzi di Marida Lombardo Pijola, inviata speciale e scrittrice morta ieri a 65 anni dopo una lunga malattia, sono stati sulla prima pagina del Messaggero. E lei, qui con noi, bella e generosa, il suo sorriso sentivi arrivarlo. In via del Tritone dalla metà degli anni Ottanta, dopo le prime esperienze in tv, nella sua Bari, e poi alla Gazzetta del Mezzogiorno. Subito è diventata una delle firme più prestigiose del Messaggero, ha raccontato di cronaca giudiziaria, di lotta alla mafia (era amica di Falcone e Borsellino), ha scritto tanto di politica, dalla crisi dei partiti nel post-Tangentopoli alla nascita e al tramonto dell'Ulivo, memorabili alcuni suoi ritratti, da D'Alema a Bertinotti. Sempre Marida in tutti i casi più importanti, dal maxi-processo di Palermo alla bomba di via dei Georgofili a Firenze - era incinta quasi al settimo mese, nel maggio del 1993: riguardati Marida, le raccomandavano i colleghi sapendo che anche stavolta non sarebbero riusciti a fermarla - dall’omicidio di Cogne a quelli di Meredith e di Sarah Scazzi.  E ancora lei a raccontare Roma, le periferie, i dimenticati di questa città, a raccogliere storie su storie. Porta la sua firma l’inchiesta sulle “baby cubiste”, una battaglia per lei: per mesi ha seguito e documentato  i pomeriggi di ragazzine di 11, 12 e 13 anni che si esibivano nelle discoteche, le minigonne e i rossetto negli zaini insieme ai libri delle scuole medie, ha svelato e denunciato lo sfruttamento nei locali di bambine che giocavano a fare le grandi. Divenne un caso nazionale, la sua inchiesta, e poi un libro per mesi tra i più venduti (dal 2007, 17 edizioni) “Ho dodici anni, faccio la cubista, mi chiamano Principessa”.

 

Marida si è occupata, per il giornale, di famiglia, femminicidi, donne, bambini, adolescenti, carceri: ci metteva tutta la competenza, lo studio, e la straordinaria sensibilità. La sua luce. Tanto che nel 2010 è stata convocata dalla commissione Bicamerale per l’infanzia per riferire delle sue inchieste sulla condizione dei minori. E non ha mai smesso di scrivere libri, nel 2009 il romanzo “L’età indecente”, e nel 2011 il libro inchiesta “Facciamolo a skuola”, l’anno scorso un nuovo romanzo, “L’imperfezione delle madri”. Ma come fa?, ci si chiedeva vedendola volteggiare - a volte senza fiato - tra arrivi e partenze, come inviata, e gli impegni di mamma di Alessandro, Andrea, Luca e Niccolò (figlio del marito Carlo) , i libri, le trasmissioni tv (ha condotto “Questioni di famiglia” su Rai 3, è stata per anni opinionista nei principali talk show). Infaticabile, Marida,  il suo cuore e il suo coraggio correvano più di lei, dietro alle notizie, ma anche dietro alle sofferenze dei più deboli - ha fatto anche tanto volontariato - alle ingiustizie che la indignavano. Chi l’ha conosciuta, letta e ammirata chiamerà ancora, qui al giornale, per dire grazie. 

I funerali di Marida saranno domani, martedì, alle 12,30 al Tempietto Egizio del Verano. 


 

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Il Mattino