Improta: Sarri volgare, non sessista «Ho accettato le sue scuse sincere»

Improta: Sarri volgare, non sessista «Ho accettato le sue scuse sincere»
Titti Improta, giornalista della storica emittente napoletana Canale 21, è professionista da nove anni. Vive da sempre nel mondo del calcio: suo padre Gianni,...

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Titti Improta, giornalista della storica emittente napoletana Canale 21, è professionista da nove anni. Vive da sempre nel mondo del calcio: suo padre Gianni, soprannominato il Baronetto di Posillipo, è stato centrocampista del Napoli (174 partite e 22 gol), lavorando successivamente come dirigente e allenatore.


Sorpresa per il «vaffa» di Sarri al Meazza?
«Amareggiata. Non ho replicato e sono andata avanti nell’intervista perché mi interessava conoscere il parere dell’allenatore sulla lotta scudetto, quello che ha poi dato. Finita la conferenza, Sarri si è avvicinato a me con tono scherzoso e mi ha chiesto se fossi permalosa. E io, davanti al dirigente Lombardo, gli ho detto che non sono permalosa ma non poteva assolutamente permettersi una risposta come quella. Lombardo si è scusato, ha ammesso l’errore e anche Sarri lo ha fatto, mostrando imbarazzo e abbracciandomi con affetto. Ho accettato le sue scuse perché sono state sincere: non credo avesse intenzione di offendere, è stata una dichiarazione fatta con leggerezza. La vicenda, per me, si era chiusa domenica sera: non pensavo si sollevasse un polverone».  
E invece l’uscita dell’allenatore è diventato il tema del giorno: due fa Sarri era stato accusato di omofobia, adesso di sessismo.
«Le nostre istituzioni hanno definito sessista la risposta perché lui ha detto: “non ti rispondo male perché sei carina”. Allora lo avrebbe fatto con una brutta? Non credo che Sarri sia sessista o omobofo. È, piuttosto, un allenatore diseducato alla comunicazione e adopera un linguaggio volgare. Come forse si fa in uno spogliatoio o prendendo un caffé al bar. Ma là puoi comportarti come vuoi, invece la sala stampa di uno stadio è un luogo istituzionale dove valgono regole precise».

Nel video si ascoltano anche risate di giornalisti dopo l’uscita di Sarri.
«Mi hanno fatto male perché sembravano appoggiare quel comportamento».

Questa vicenda modifica la sua visione del calcio?
«No. È un ambiente che ritengo ancora maschilista ma spero che con questi episodi qualcosa possa cambiare».

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«Apprezzabile come tecnico ma maleducato nei rapporti umani». Leggi l'articolo completo su
Il Mattino