L'Atletica campana pensa a ripartire «Dateci gli attrezzi delle Universiadi»

Luminosa Bogliolo oro nei 100hs alle Universiadi
L'atletica campana è pronta a ripartire. Quando non si sa...

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L'atletica campana è pronta a ripartire. Quando non si sa ancora, ma le linee guida sono state tracciate in una videoconferenza alla quale hanno preso parte il presidente della Fidal Nazionale, Alfio Giomi e i presidenti regionali. Si riparte, dunque. La speranza è quella di tornare a indossare le scarpette a giugno anche se in attesa delle decisioni governative. Come? Niente corsa su strada, mezzofondo veloce, marzia e tutte quelle gare che fanno del gruppo il loro punto di forza. Il distanziamento sociale non permette la disputa di queste discipline per le quali si penserà in futuro. Quello che potrebbe partire sono i concorsi. Peso, disco, giavellotto potrebbero permettere l'utilizzo di attrezzi personali o la sanificazione degli stessi. Nello stesso tempo distanziamento sociale ed entrare nelle zone di lancio un atleta alla volta. Stessa cosa per il salto in alto con un foglio personalizzato da porre sul materasso di caduta. Via alla corsa di velocità: 100-200-400, ostacoli. In questo caso, però, risulterebbe ridotto il numero degli atleti contemporaneamente in pista lasciando una corsia libera per distanziamento. La Fidal attende dal governo l'ok per ripartire e nel frattempo mette in campo le strategie. Fermo restando una stagione che dal punto di vista economico è disastrosa (si calcolano quasi 40 milioni di perdite). "Solo in Campania - spiega il presidente della Fidal Sandro Del Naia - abbiamo il 40% di tesseramento in meno con l'85% in meno di gare su strada, il 100% in meno di gare su pista". Su strada un via libera lo potrebbe avere la corsa in montagna con partenze scaglionate. Ma il paradosso arriva dall'attrezzatura. L'ok del governo potrebbe non significare la reale partenza. "Il primo aiuto - sottolinea Del Naia - deve arrivare dalla Regione. L'attrezzatura utilizzata durante le Universiadi è ancora chiusa nei capannoni di Salerno e del San Paolo. Paradossalmente Avellino e il Virgiliano sarebbero prontissimi ma senza attrezzature perché ancora devono essere consegnate. Per questo diciamo noi vogliamo ripartire ma almeno il primo aiuto deve essere la restituzione degli attrezzi"

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Il Mattino