Tennis Napoli Cup, il medico del challenger Corrado Caiazzo: «Un ecografo palmare per dare risposte ai tennisti»

Al Challenger in corso al Tc Napoli fino a domenica

Il professor Corrado Caiazzo
Si chiama V-SCan e potrebbe rivoluzionare il mondo dello sport. Quello del Challenger di tennis a Napoli sicuramente lo ha fatto grazie all'intuizione del professor Corrado...

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Si chiama V-SCan e potrebbe rivoluzionare il mondo dello sport. Quello del Challenger di tennis a Napoli sicuramente lo ha fatto grazie all'intuizione del professor Corrado Caiazzo, specialista di chirurgia e radiologia, membro della società scientifica SIUMB (società italiana di ultrasonologia in medicina e biologia) e, “soprattutto” medico del torneo. Il primo giorno del torneo un tennista tra i primi del seeding si è presentato dal medico del torneo con un piccolo problemino. Più che altro un dubbio che andava approfondito.

«Era in dubbio la sua presenza perché se si fosse trattato di qualcosa di più complicato avrebbe dovuto abbandonare il torneo - racconta il professor Caiazzo - in tempo reale nello spogliatoio con questo apparecchietto palmare abbiamo chiarito i dubbi e dato il via libera per continuare il torneo».

L'ecografo palmare è poco più grande di un pacchetto di sigarette, funziona in modalità wireless ed è collegato ad uno smartphone o ad un tablet. «Certo - continua Caiazzo - si tratta di un primo approccio che serve a vanificare i dubbi immediati che potrebbe essere a supporto dei medici di medicina generale. In caso di necessità di ulteriori controlli o in situazioni di emergenza l'atleta o il paziente va comunque indirizzato in un centro specialistico». L'ecografo palmares nasce per le esigenze di guerra dove un medico militare deve avere a disposizione uno strumento affidabile in aree complesse  ma ora è normalmente nelle tasche dei medici ecografisti. Nello sport è poco utilizzato.

«Non ne conosco il motivo ma con l'ecografo palmare si potrebbe effettuare un controllo ed avere una diagnosi in tempo reale rispetto all'infortunio. Poi per le emergenze esistono altre metodologie di intervento». Per ora l'ecografo è servito solo per il caso di Coria. «Bene così - conclude Caiazzo - è come se fosse un piccolo portafortuna». 

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Il Mattino