«Ustioni di secondo grado per lo smartphone in tasca. Cicatrice come quella di un ferro da stiro»

«Ustioni di secondo grado per lo smartphone in tasca. Cicatrice come quella di un ferro da stiro»
Una denuncia choc da parta di un giovane di 20 anni originario di Nancy, in Francia. Ustioni di secondo grado su una coscia. Un segno che ricorda quelli lasciate dai ferri da...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA FLASH
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
SCEGLI ORA

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
SCEGLI ORA
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno
Una denuncia choc da parta di un giovane di 20 anni originario di Nancy, in Francia. Ustioni di secondo grado su una coscia. Un segno che ricorda quelli lasciate dai ferri da stiro, per un'area di sei centimetri quadrati. Così descrive la cicatrice rimediata dopo un incidente accadutogli il primo agosto 2014.




Secondo quanto riporta il quotidiano francese l'Est Républicain, il ragazzo custodiva il suo iPhone nella tasca dei pantaloni, quando si sarebbe accorto che qualcosa di strano gli stava succedendo. "Ero a casa di alcuni amici - avrebbe spiegato il giovane - quando ho sentito improvvisamente la coscia andarmi a fuoco senza capire il perché". A quel punto, "ho messo la mano in tasca per estrarre il telefono, ma era incandescente e ho immediatamente ritratto la mano".



Lo smartphone non sembrava più funzionante, ma avrebbe presentato evidenti tracce di surriscaldamento. "L'ho preso e poggiato in un contenitore per lasciarlo raffreddare perché avevo timore che esplodesse". Così la temperatura sarebbe tornata alla normalità, lasciando però un segno indelebile sulla coscia: "Si è formata una crosta, così ho deciso di consultare un medico", avrebbe aggiunto il ragazzo. "E ho dovuto aspettare svariate settimane per scongiurare il rischio di contrarre infezioni e far si che avvenisse la completa cicatrizzazione".



Al momento dell'incidente, il telefono sarebbe stato coperto dalla garanzia. Per questo la vittima avrebbe deciso di rivolgersi direttamente alla Apple, che però non avrebbe dato la risposta sperata: "Non sussistono ragioni per invocare la responsabilità dell'azienda produttrice". Assieme al padre, quindi, il giovane avrebbe ingaggiato uno studio legale per citare in giudizio la multinazionale. Leggi l'articolo completo su
Il Mattino