Avellino. Il sogno di Zuegg: «In Campania voglio creare il frutteto del mondo»

di Edoardo Sirignano

«L’amore per la vita degli irpini può diventare una risorsa. Il futuro di questa terra passa per l’agricoltura. Il cibo sano, il biologico possono rendere l’Irpinia speciale. All’estero, ci chiedono solo e soltanto materie prime di qualità». Come ribadito nel tour informativo 2015 appena concluso, la sfida di Oswald Zuegg, titolare del gruppo conosciuto in tutto il mondo, è far diventare la provincia di Avellino «il frutteto del mondo».



L'azienda, che ha sede a Verona, sta acquistando terreni abbandonati per metterli in coltura. «Da dieci anni, siamo alla ricerca di quei frutti, che si adattano meglio al territorio dove nascono. Le qualità di albicocca pellecchiella, portici e boccuccia, ad esempio, rappresentano in pieno questa provincia. Lo stesso vale per alcuni tipi di fichi, fragole, ciliege e particolari qualità di pere. Per tale ragione, tramite i nostri agronomi, stiamo cercando di sensibilizzare i contadini verso tale tipologia di iniziativa. Dal prossimo anno, compreremo altri quaranta ettari in Irpinia».



La Zuegg, dopo aver ottenuto brillanti risultati nei comuni di Sant'Angelo all'Esca, Taurasi, Flumeri, Venticano, intende continuare gli investimenti in provincia. Una squadra, coordinata da Raffaele Grieci, direttore dello stabilimento di Luogosano, è alla ricerca di suoli esposti nel modo di migliore per ridare loro vita ed effettuare piantagioni con le eccellenze della terra. «La Zuegg Sud è come una pianta che sta crescendo. Nell'azienda, sita nell'area industriale di San Mango sul Calore, adesso, non produciamo soltanto i fruttini, utilizzati dagli sportivi, ma anche marmellate per alberghi e grandi catene, a testimonianza di una realtà che parte dal basso ed ha intenzione di crescere. Il vero segreto è partire da quei rapporti umani che rendono tutti parte integrante di un progetto, dalla famiglia fino agli scienziati».



L'azienda irpina, che al momento occupa 140 dipendenti in fabbrica e quasi 300 nei campi dell'intero territorio provinciale, di fronte agli esperti del settore, ha inaugurato la nuova parte dello stabilimento, ovvero la cosiddetta «fortezza», in modo da destinare maggiori spazi alle nuove produzioni. «Posso assicurare che gli investimenti di Zuegg in Irpinia non sono finiti. Intendiamo acquistare anche il vecchio calzaturificio e prendere ulteriore manodopera specializzata, formata sul posto. Vogliamo coinvolgere le nuove generazioni, che insieme alle nonne, potranno così realizzare un progetto basato soltanto sulla qualità e l'amore per i prodotti della natura».



Ad entusiasmare il manager, ci sono anche probabili investimenti delle istituzioni locali nelle infrastrutture. «Credo che il punto di partenza per lo sviluppo sia la logistica. Una piattaforma dedicata all'agroalimentare è il futuro, che non passa per gli idrocarburi, ma va nella direzione di trasformare l'agricoltura in industria». Come il suo predecessore Karl, a cui è stata intitolata una strada nel piccolo comune di Luogosano, il progetto di Oswald ha una visione. «Il polo irpino è il migliore del gruppo, si è raggiunto un equilibrio. Non nascondo che per il prossimo anno intendo aumentare il fatturato del 10%. Non è utopia. Partendo dal cibo sano e dai giovani, come mia figlia, manager che ha abbandonato la scrivania per impegnarsi in agricoltura, voglio creare una nuova filiera, basata sulla sostenibilità ed in grado di dare futuro e lavoro, così come desiderato di chi mi ha preceduto».
Lunedì 13 Luglio 2015, 10:09 - Ultimo aggiornamento: 13-07-2015 14:34



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2 di 2 commenti presenti
2015-07-14 00:49:27
Non capisco come le albicocche "pellecchielle" , portici e boccuccia sono tipici prodotti del Vesuvio, il loro terreno naturale è situato tra Somma S. Anastasia e il circondario. Per attenere quei frutti con quelle caratteristiche così particolari le piante devono crescere sulla sabbia vulcanica che si trova solo lì, e avvantaggiarsi di quel microclima e solo di quello. Qualsiasi alta albicocca che non cresce lì (Somma_Vesuvio) NON può essere la VERA pellecchiella, portici o boccuccia....con tutto il rispetto per la campagna irpina.....Allo stesso modo NON potrò MAI avere la "cipolla ramata di Montoro" a Giugliano in Campania, o il fagiolo di Volturara a Marcianise.....Giusto?
2015-07-13 18:16:00
FINALMENTE!!.. un'idea intelligente per UNO sviluppo economico ECOCOMPATIBILE della CAMPANIA!!!..anche se onestamente qualche dubbio in merito ce l'ho .. VEDREMO

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