Napoli, allarme per il teatro Trianon: «Non fatene un Bingo»

di ​Gerardo Ausiello

Corsa contro il tempo per scongiurare la vendita all’asta del teatro Trianon, il luogo simbolo della rinascita di Forcella. L’ultimo scoglio da superare, da cui dipende il destino della struttura, è un debito di quasi 500mila euro che la Regione si è impegnata a saldare. In questo mare magnum c’è di tutto: 60mila euro dovuti all’Inps, 130mila euro che spettano a un privato (il direttore dei lavori) e la fetta maggiore che tocca agli istituti di credito, in particolare Banco di Napoli e Bnl.



Una parte del debito è stata effettivamente onorata, fanno sapere da Palazzo Santa Lucia, ma resta ancora un tesoretto da saldare. Nel frattempo, però, il tempo passa e, tra scadenze e lungaggini burocratiche, il Trianon è andato già due volte all’asta. In entrambi i casi non ci sono state offerte. Così il prezzo dell’immobile è sceso.



«Se ce ne dovesse essere una terza, potrebbe essere la fine», avvertono preoccupati i dipendenti. Ai quali, con i fondi stanziati dalla giunta Caldoro, la società Trianon Viviani ha pagato a fine dicembre 4 mensilità. La metà del dovuto. L’operazione di salvataggio in extremis, dunque, va avanti. Ma il tempismo sarà determinante.



Sullo sfondo resta l’incubo che il teatro venga svenduto per poi essere trasformato in fretta in un supermercato. O, peggio ancora, in una sala bingo.



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Giovedì 15 Gennaio 2015, 11:51 - Ultimo aggiornamento: 15-01-2015 11:53



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