Caserta, le strade di basolato
escluse dai lavori per le Universiadi

Lunedì 17 Giugno 2019 di Franco Tontoli
C'è il finanziamento regionale, ossigeno per le casse comunali per la sistemazione della viabilità urbana, strade disastrate che stanno sotto le ruote di tutti gli automobilisti e i piedi di tutti coloro che si azzardano su certi percorsi. Nel primo, sommario elenco di interventi sono stati inclusi quelli per via Gasparri, viale Ellittico e altre strade di accesso al centro il cui stato va sempre più deteriorandosi nonostante interventi con i cosiddetti «pannicelli caldi», qualche badilata di bitume a tappare buche che si rifanno, sgretolate o dalle piogge, fino a qualche settimana fa, o comunque dal transito veicolare. C'è una strada a Caserta il cui asfalto resiste da un quinquennio, un tappeto speciale fatto da bitume impastato con materiale gommoso derivato da riciclaggio di pneumatici.

È il tratto di strada che va da piazza Pitesti all'incrocio di viale Cappiello con via Rosselli. Il tratto contrario che si percorre parallelamente alla grande piazza alberata e che è di asfalto tradizionale, versa nello stato pietoso evidenziato dalle larghe chiazze di bitume sgretolato. Il rifacimento del tratto gemello, quello che pare moquette, fu in parte finanziato da Confindustria per presentare quella che circa cinque anni fa era una innovazione, almeno per Caserta, cioè il compost di bitume e gomma il cui costo è certamente maggiore dei materiali tradizionali. Ricorrere a questo sistema significherebbe spendere per una sola strada quello che si spenderebbe per tre, ma varrebbe la pena, almeno per i tratti più trafficati come via Gasparri che non sarebbe più oggetto di manutenzioni straordinarie, quando possibili, con spesa che lievita comunque a cifre esorbitanti.
 
Dal piano di interventi risultano escluse strade del centro non asfaltate, quelle a basolato lavico in gran parte sconnesso. Su tutti il perimetro che circonda piazza Vanvitelli e il corso Trieste la cui pessima fattura, evidentemente non seguita da adeguati collaudi, fa ancora avvertire conseguenze disastrose. Una sola strada a basolato è indenne da cedimenti alveolari, rettangoli di basole come denti saldi e non traballanti, è via Cesare Battisti perfetta nonostante sia da sempre aperta al traffico veicolare. Il tratto, circa 900 metri, del Corso che va dal Monumento ai Caduti a piazza Dante è invece percorso da motocross. Chiazze di sconnessioni e cedimenti, isole di basole traballanti, alcuni rettangoli lavici al di sotto del livello dell'insieme, tante fossette come per gli atleti del salto con l'asta da centrare per lo stacco dell'attrezzo. A centrare questi ostacoli sono spesso ciclisti, pedoni nell'attraversamento, inciampi e cadute che spesso finiscono ad appesantire i faldoni dell'ufficio legale del Comune. Alle prime contestazioni dopo la consegna dei lavori fu eccepita, dall'impresa che li aveva fatti, la destinazione dell'arteria stradale a isola pedonale. Come a giustificare la malta-ricotta adoperata e non la malta propriamente detta per il perfetto fissaggio del basolato. Oggi questa strada è una perforatissima Ztl, vi furono comunque realizzati alcuni dossi dissuasori di velocità per autoveicoli, quindi una contraddizione

La sistemazione dei gruppi di basole dissestate sarebbe anche urgente atteso il passaggio dei tedofori della fiaccola delle Universiadi prevista per il 26 giugno. Analogamente disastrato e, se possibile, ancora di più è l'intero perimetro della Villa Comunale, strada che passa sotto la casa Comunale, tutta totalmente sconnessa, un disastro completo soprattutto negli attraversamenti pedonali, l'alternanza bianco-nera dei colori non dipinti ma con basole scure e bianche, nessuna saldamente fissata, tutte come molari traballanti. Questa circonferenza non è da rattoppare, è totalmente da rifare riguardando la zona che del capoluogo dovrebbe essere più rappresentativa, quella della Casa Comunale, del Palazzo di Governo e della Questura. Nell'elenco andrebbe inclusa anche la Villa Comunale, quella che dall'alto Luigi Vanvitelli in marmo guarda con la stessa malinconia a sconforto dei cittadini che vi transitano. © RIPRODUZIONE RISERVATA