«Ex Canapificio, la Regione
chiederà perizie sullo stabile»

Mercoledì 20 Marzo 2019 di Franco Tontoli
«La Regione si impegna subito a nominare gli esperti per una perizia di parte da opporre alle determinazioni che hanno portato l'autorità giudiziaria al sequestro per ragioni di sicurezza dei locali dell'ex Canapificio Dove da anni conduciamo attività di accoglienza e assistenza degli immigrati. La perizia è finalizzata a lavori di messa in sicurezza dei locali da parte della Regione stessa e al conseguente dissequestro dell'immobile di circa 1800 metri quadrati in cui operano i 15 uffici. L'impegno ci è stato manifestato dal vice presidente Fulvio Buonavitacola che chiederemo di incontrare subito per la formalizzazione degli impegni e per decidere un cronoprogramma per la ripresa delle attività dell'associazione». Parole di Fabio Basile, del comitato ex Canapificio, ieri sera al Cinema Duel dove era stata programmata una conferenza stampa alla quale all'ultimo momento hanno deciso di non partecipare gli attori Toni Servillo e Valerio Mastandrea, lasciando il solo regista Andrea Segre ad anticipare alcune considerazioni sul film-documentario «Paese nostro» che in mattinata era stato proiettato, in sintesi, alla Camera dei Deputati dopo tre anni di inspiegabile blocco dal ministero degli Interni che lo aveva commissionato.
 
Servillo e Mastandrea hanno motivato la decisione di non anticipare ai giornalisti le loro considerazioni, preferendo esternarle al pubblico che affollava, circa 500 persone, la sala di proiezione. Antonio Segre ha comunque raccontato in sintesi le vicende del film che gli autori si sono presi la responsabilità di sbloccare, il racconto del mondo dell'accoglienza agli immigrati attraverso le attività di sei centri destinati a titolari e richiedenti protezione internazionale, fra questi il Centro sociale ex Canapificio di Caserta, com'è noto chiuso dall'autorità giudiziaria per problemi di sicurezza, provvedimento dibattuto e oggetto di proteste e manifestazioni di solidarietà agli operatori sociali.

«La nostra opera di artisti - ha detto Segre - ha voluto manifestare solidarietà a tutto quanto si fa per gli immigrati e stima per tutto l'operato di organizzazioni volontarie che si dedicano all'accoglienza. I centri che abbiamo raccontano sono, oltre l'ex Canapificio di Caserta, quelli di Porto San Giorgio, Palermo, Chiesanuova di Torino e Lamezia Terme. Il film non ha finalità commerciali, era stato commissionato per essere proiettato in scuole, università e circoli culturali. Inspiegabile lo stop dopo l'approvazione del prodotto finale. Lo scopo del nostro lavoro, comunque, non è stato vanificato dal fermo, in Italia di occasioni per parlare di questi argomenti non mancano mai e in questi giorni, anzi in queste ore, ce ne sono abbondanti».

La proiezione del film in prima assoluta a Caserta di «Paese nostro» che è di proprietà del ministero degli Interni, è venuta nel turbinare delle polemiche derivate dallo sblocco forzato della pellicola, quasi una sfida degli autori, nel contesto di una giornata caratterizzata dal caso della nave «Mare Ionio» alla fonda in acque territoriali italiane con 49 migranti a bordo. E per non dire del caso ex Canapificio sequestrato nei giorni scorsi per inagibilità dei locali, oltre all'inchiesta aperta sull'uso del denaro pubblico. © RIPRODUZIONE RISERVATA