Il dramma di Gabriel annegato
in piscina dietro la morte di Pio

di Mary Liguori

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La morte di Gabriel Santon, diciassettenne nigeriano affogato in una piscina di Casertavecchia il 12 giugmo scorso l'aveva sconvolto. Mario Pio apprese come tutti gli altri operatori del centro gestito dalla coop «Mongolfiera» di San Prisco che il ragazzo era morto, annegato, e da quel momento qualcosa dentro di lui si era rotto.

«Non si può morire così, non si può», ripeteva spesso. Un incidente, secondo la Procura, la morte del giovanissimo immigrato che però aveva lasciato uno strascico di dubbi. E che aveva profondamente turbato Mario Pio che poco dopo quell'episodio decise di licenziarsi dal lavoro. Due storie tragiche che si sono incrociate e che forse sono slegate. Due vicende drammatiche che però, al di là di cosa diranno le indagini, non lasciano indifferenti. Perché, prima di scappare di casa, Mario Pio ha detto a un amico di essere a conoscenza di qualcosa che non avrebbe dovuto sapere. Qualcosa che lo preoccupava, dalla quale si sentiva minacciato. Storia non ancora chiarita, forse la verità è molto meno intricata di come appare raccontando i fatti e il loro fatale epilgo, ma se il punto di rottura nella vita di Mario Pio è stata la morte dell'adolescente ospite della casa famiglia in cui prestava servizio, tra i dubbi da tenere in considerazione c'è quello che Mario possa aver visto qualcosa che «non doveva vedere» in merito alla fine del ragazzino.

Solo ipotesi, forse senza basi, che però lasciano tanto amaro in bocca per due vite spezzate proprio mentre stavano sbocciando alla maturità.
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Sabato 8 Settembre 2018, 12:00
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