Caserta, Policlinico in panne:
Condotte arretra, China State avanza

Giovedì 12 Settembre 2019 di Enzo Mulieri
Non solo un'incompiuta. Adesso la vicenda dell'infrastruttura più importante di Caserta, il Policlinico, rischia di finire nell'anonimato, una volta concluso il periodo delle ferie e soprattutto all'indomani della svolta che ha portato alla formazione del nuovo Governo. Neppure un cenno si fa più nel territorio sul destino del cantiere di Tredici, i cancelli sono aperti ma il personale è ridotto all'osso.
 
Dei 30 operai previsti in organico per la conclusione dell'opera, all'inizio dell'anno, ne sono rimasti poco meno di 10 impegnati su interventi di igiene ambientale. Di questi ben 3 sono i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di turno più che altro chiamati a condividere una condizione di precarietà che non trova mai fine. Sono loro che non abbandonano il campo - in tanti hanno preferito ricollocarsi presso altre aziende - alla domanda sulle prospettive della vertenza rispondono di non sapere nulla, neanche sanno dire qualcosa sull'andamento della vendita della società appaltatrice Condotte, sugli impegni assunti fino a due mesi fa dalle forze politiche e istituzionali. Come dire che il quadro è oscuro e che per l'incompiuta di Tredici si naviga nel buio.

Nella realtà dei fatti, invece c'è l'immobilismo più assoluto da parte dei sottoscrittori dell'accordo di programma, permangono le incertezze sia su Condotte sia su Concorsu (gestore dell'opera) entrambi al centro della procedura di vendita avviata il 15 luglio scorso. Per quest'ultimo caso sarebbero state presentate presso i tre commissari straordinari Bruno, Piredda e Uggetti già specifiche manifestazioni di interesse per le 13 commesse ritenute le più competitive. Sono oltre al Policlinico di Caserta, il tunnel del Brennero, il progetto Kuwait City, il potenziamento della tratta ferroviaria Roma Viterbo, il lotto diretto con la strada Lioni Grottaminarda, l a strada a scorrimento veloce Infrasud, il progetto Saf 3, la città della salute a Sesto San Giovanni, la costruzione del nuovo porto turistico di Otranto, il carcere e la biblioteca di Bolzano, oltre a due infrastrutture viarie in Algeria. Tante opportunità sul mercato per Condotte, insomma, ma che richiederanno i necessari passaggi tecnici imposti dalla burocrazia. Tra le indiscrezioni più accreditate circa possibili acquirenti, sembrerebbe farsi largo in questi ultimi tempi la candidatura del colosso cinese delle costruzioni China State Constructions corporation (Cscec) per il quale si attendono più precise conferme in termine di offerta vincolante.

Nel frattempo è impossibile fare previsioni sui successivi sviluppi per il player delle costruzioni romane, perdura la fase di stallo per l'impianto di Caserta che attualmente resta aperto soltanto in virtù dell'opera di pochissimi lavoratori che tuttora confidano nel supporto della cassa integrazione straordinaria (scadenza 30 novembre di quest'anno). Un sostegno che come si ricorderà fu reso possibile all'inizio dell'anno attraverso l'interessamento dell'allora ministro del lavoro Luigi Di Maio, adesso sostituito nella carica dal ministro Nunzia Catalfo. «Non siamo affatto fiduciosi per questo strumento- avvisa Irene Velotti segretaria provinciale della Fillea Cgil- perchè a fine anno termineranno tutti gli ammortizzatori sociali. Vero è che il cantiere è ancora aperto ma non c'è attività». Ultimo aggiornamento: 11:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA