Prete hot, martedì l'interrogatorio: la Procura cita anche il vescovo

di Marilù Musto

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La messa per le famiglie, poi il ritiro al santuario. Preghiere, meditazioni e soprattutto silenzi hanno segnato la seconda domenica di Quaresima nel tempio mariano «Mia Madonna, mia salvezza» di San Cipriano d’Aversa. Eppure, nella piccola cappella del piano sotterraneo del tempio, don Michele Barone avrebbe «confessato» le donne - che cercavano conforto - toccandole, praticando riti di purificazione inventati di sana pianta, imponendo atti sessuali. Intorno, ancora silenzi. Come quelli di ieri. Nessuno si è mai accorto di nulla nel tempio benedetto da papa Giovanni Paolo II nel 1992 e sede di un ordine religioso non autorizzato dalla chiesa. Proprio lì, nel cuore dell’agro aversano, all’interno della struttura, vivono circa 20 «sorelle» che indossano abiti grigi.

I loro voti vengono rinnovati ogni anno, il 2 febbraio, ma non possono diventare suore. «Non fanno parte di un ordine monacale, ma di un’associazione religiosa», spiega don Francesco Riccio dalla curia di Aversa. Nel reparto maschile viveva don Michele, arrestato per violenza sessuale ai danni di donne e maltrattamenti nei confronti di una ragazzina di 13 anni, affetta da un disturbo di conversione, ma «curata» dai riti praticati da don Michele con il benestare dei genitori. L’inchiesta che ha portato alla luce il caso della bambina, ha squarciato un velo. E ora spuntano, ogni giorno, nuove testimonianze e accuse al sacerdote di Casapesenna. «Don Michele ha costretto le vittime a subire abusi - si legge nell’ordinanza del giudice del tribunale di Santa Maria Capua Vetere - in una occasione si era tolto la tunica restando nudo e aveva costretto F.S. a praticare sesso orale».
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Lunedì 26 Febbraio 2018, 09:04 - Ultimo aggiornamento: 27-02-2018 12:49
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1 di 1 commenti presenti
2018-02-26 12:05:28
le iene meritano il più ampio riconoscimento da tutti noi per la loro opera di informazioni che altrimenti resterebbero sepolte nell'oblio e coperte dall'ignoranza ,superstizione e noncuranza di un popolo che ,prima di tutto , fa male a se stesso. Da non dimenticare che le indagini dei valenti giornalisti delle iene non sono esenti da rischi per l'incolumità degli stessi. Così siamo venuti a conoscenza delle allucinanti situazioni da cronaca noir a partire dagli" incontri e cure specialistiche" praticate dall'ineffabile prete, dalle coperture di gente ignorante e superstiziosa, di superiori poco disposti ad ascoltare e di personaggi pubblici da radiare e custodire in fortezze carcerarie. Aspettiamo solo che la giustizia si muova per chiarire ,rendere pubblico e punire senza alcuna indulgenza gli implicati ed altrettanto aspettiamo dalla curia romana che prenda posizione chiara e ferma senza insabbiamenti o coperture: troppi ormai sono fattacci di cronaca in cui siano implicati "religiosi".

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