​Il giornalismo nella globalità:
Raviele in cattedra a Salerno

di Ciro Manzolillo

Lo guardo consapevole e nello stesso tempo legato all’utopia di Adriano Olivetti e della sua visione degli operai partecipi alla gestione delle fabbriche sembra un emblema di “Letture” (pagg. 208, Edizioni Il Caudino), libro di Gianni Raviele che raccoglie molti dei suoi articoli scritti tra il 2012 e il 2017, i migliori, i più cari, i più centrati?, personaggi ormai della storia come Sergio Zavoli, Alan Friedman, Margherita Hack, Carlo Del Balzo, Stephen Hawking e tanti altri (46) che ne vengono estratti e portati in primo piano, sotto la luce di quel riflettore governa per coglierne tratti particolari, restituendoli a una spiegazione sociale che riesce a individuarne specificità rinnovate, in un’operazione che rende più noto ed esemplare il conosciuto, il direttore Raviele, dirigente Rai a Roma, prima, e direttore di Canale 58, poi, ad Ariano Irpino, anima per tantissimi anni di ogni attività culturale nella Valle Caudina, è stato già ospite dell’Università di Salerno per tenere insieme una lezione a un dottorato, per discutere di giornalismo, notizie, informazione, valori, tratti sostanziali della sua vita. E nell’Università di Salerno tornerà il prossimo ottobre, a parlare ancora di come il giornalismo, in un’epoca di virtualità, può essere ancora sostanziale nella dimensione quotidiana.

Intanto Raviele continua la sua attività giornalistica, sempre ad Ariano Irpino, a Canale 58, con una rubrica televisiva “A tu per tu”, che come i tratti precedenti del suo percorso, continua ad unire realtà locale e globale, base di ogni approccio interpretativo contemporaneo, in una società che chiede un di più a quella semplicità delle cose alla quale rimandava Leonardo Sciascia. Questo è il compito che di volta in volta rinnova “A tu per tu”, rubrica realizzata il martedì sera alle ore 21 e replicata il giorno successivo alle 14, con la collaborazione attenta e intelligente di Raffaele Perillo alla documentazione e di Francesco Lignite che cura in modo brillante l’impostazione televisiva. Così la rubrica ‘discute’ di volta in volta, tra gli altri, con il rettore della Normale di Pisa o con Luigi Accattoli, vaticanista del Corriere della Sera, o con Bernardo Valli da Parigi o Aldo Cazzullo da Milano, unendo qualità degli ospiti a sostanza dei temi, riproponendo notizie e interpretazioni di una realtà che richiede una attenzione senza precedenti.
Lunedì 17 Settembre 2018, 19:34
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