Tim-Vivendi, il governo attiva i poteri speciali e prepara la multa per violazione degli obblighi di notifica

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Un nuovo amministratore delegato e una procedura avviata per una possibile sanzione da parte di Palazzo Chigi. Comincia in salita l'avventura al vertice di Tim di Amos Genish, chiamato a guidare l'azienda telefonica proprio nel giorno in cui parte l'iter per mancata notifica del controllo sul gruppo da parte della francese Vivendi, che potrebbe sfociare in una sanzione.

Le due riunioni che hanno segnato il nuovo corso della società telefonica sono andate di pari passo. In corso d'Italia
il cda di Tim si è messo intorno al tavolo per dare uno scontato via libera alla nuova governance: Genish è il nuovo amministratore delegato («un grande capo, con una grande esperienza nelle telecom», ha commentato all'uscita il presidente Arnaud De Puyfontaine, visibilmente soddisfatto), ma la gestione è di fatto affidata a un triumvirato: lo stesso De Puyfontaine mantiene infatti deleghe importanti, mentre al vicepresidente Giuseppe Recchi sono confermate quelle relative alla security e, in particolare, a Sparkle e Telsy, considerate strategiche.

A Palazzo Chigi, intanto, il comitato varato ai primi di agosto si riuniva per l'incontro decisivo relativo all'attivazione della golden power, vale a dire i poteri speciali che consentono al governo di mettere il veto sulle operazioni che riguardano imprese strategiche per il Paese. Il gruppo di lavoro, composto da esponenti dei vari ministeri coinvolti, ha accertato la sussistenza degli obblighi di notifica, in capo a Vivendi, in merito alle operazioni di acquisizione di partecipazioni in Tim e la relativa violazione: pertanto ha avviato il procedimento per l'eventuale irrogazione della sanzione pecuniaria prevista. La multa, la cui entità non è stata evidentemente ancora messa a punto, ma che potrebbe arrivare fino a 300 milioni, dovrebbe ricadere comunque sul capo della stessa Tim, e non di Vivendi.

La procedura avviata a Palazzo Chigi, in ogni caso, sembra escludere ulteriori forme di pressing pure possibili con l'attivazione dei poteri speciali e si configurerebbe quindi come una soluzione 'soft'. L'azienda, però, non ci sta e promette battaglia. Ribadendo ancora una volta che «non sussisteva alcun obbligo di notifica, non avendo mai adottato alcuna delibera, atto o operazione che avesse per effetto una modifica della titolarità, del controllo o della disponibilità della rete di comunicazioni elettroniche oggetto delle norme di legge in materia di golden power, rete che è quindi rimasta sempre nella piena titolarità, controllo e disponibilità di Tim», il gruppo assicura che continuerà a far valere le proprie argomentazioni nelle sedi competenti. Intanto, però, il biglietto da visita di Genish è distensivo: il nuovo amministratore delegato, che vuole «riportare Tim ai fasti che le competono, contribuendo in maniera determinante alla digitalizzazione del Paese, alla creazione della Digital Italy», sostiene che il gruppo «deve avere una collaborazione costruttiva con le istituzioni e le autorità».


 
Giovedì 28 Settembre 2017, 22:35
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