Città della Scienza, nulle le dimissioni di Lipardi. E il Cda denuncia Silvestrini

Sabato 10 Febbraio 2018 di Luigi Roano
Città della Scienza, vince il primo round Enzo Lipardi. Il Tribunale di Napoli - la Settima sezione civile - con ordinanza del giudice De Matteis «dichiara senza effetto la verbalizzazione delle dimissioni di Lipardi del 20 luglio 2017 dalla carica di segretario generale della Fondazione Idis». Si ricorderà che le dimissioni furono respinte dal Cda della Fondazione, ma il presidente Vittorio Silvestrini le ritenne valide lo stesso. A stretto giro seguì - sempre per mano di Silvestrini - il licenziamento dello stesso Lipardi. Atti che fecero venire fuori pubblicamente e per la prima volta le faide interne a Città della Scienza che poi hanno portato al commissariamento dell'ente, a reggere le redini è il commissario Giuseppe Albano, nominato dalla Regione. «L'ordinanza del Tribunale civile - spiegano Cristina e Riccardo Sgobbo, legali di Lipardi - ha impugnato il verbale che sostanzialmente è stato ritenuto falso anche alla luce delle prove testimoniali presentate. Tuttavia allo stato Lipardi non può essere reintegrato perché la Fondazione Idis è commissariata». Martedì - inoltre - si ritorna in Tribunale per la causa contro il licenziamento di Lipardi. «L'ordinanza del Tribunale - concludono i legali - probabilmente ci aiuta ma resta il tema che Lipardi non può essere reintegrato fino a quando non ci sarà la costituzione del nuovo Cda». In ogni caso una eventualità, non una certezza, atteso che lo stesso Lipardi sta cercando lavoro. Quando saranno ricostituiti gli organismi della Fondazione Idis, infatti, non è detto che sia automatico il reintegro. All'ex segretario generale potrebbe essere proposta una transazione economica per cambiare aria.
 
Che brutta immagine quella che sta dando Città della Scienza, dilaniata da faide interne sfociate inevitabilmente nelle aule dei tribunali, con un ente commissariato e dipendenti che si guardano in cagnesco l'uno con l'altro perché divisi in tanti gruppi contrapposti. E sostanzialmente in queste settimane la Fondazione Idis è ferma, paralizzata dall'incertezza, perché il commissario sta chiarendo la situazione finanziaria dell'ente «molto indebitato» e in un simile contesto portare avanti la mission di Città della Scienza, la divulgazione del sapere, aprire le porte alle startup, è di fatto impossibile. C'è un commissario ma le vicende giudiziarie non sono solo quelle che riguardano Lipardi, il calendario è fitto. Il Cda decaduto con la nomina del commissario ha denunciato Silvestrini e la prima udienza è prevista per il primo marzo. Per i denuncianti ci sono molte delibere e molti atti di competenza del Cda che Silvestrini ha varato senza il timbro del Consiglio di amministrazione. Molto delicata come questione. «Noi saremo rispettosi di tutte le decisioni della magistratura - chiosa Albano - prima però voglio leggermi le carte a iniziare da quelle che riguardano Lipardi». Il quale fu licenziato in tronco mentre era in Cina per Città della Scienza ad un incontro con le imprese di quel continente insieme alla ministra Fedeli e ad altre Città della Scienza italiane, questo il clima in cui si sono consumati strappi che hanno dilaniato la Fondazione e oscurato la sua immagine.

Cosa accadrà in futuro? E un futuro la Fondazione Idis ce l'ha? «Su questo nessuno deve avere dubbi - spiega Albano - il tema vero è che abbiamo trovato molti debiti e una gestione davvero fuori controllo, ma non c'è un rischio fallimento». Si sussurra che i debiti ammontino a una cifra molto vicina ai dieci milioni, e il commissario non crede che lo sfilacciamento dei rapporti interni sia la causa anche delle difficoltà finanziarie. «Qui si tratta della gestione e non credo c'entrino i rapporti umani. Dobbiamo ultimare questa discovery, trovare una soluzione che soddisfi i creditori e poi possiamo dedicarci al rilancio di quella che è comunque una eccellenza del territorio della Campania e di Napoli riconosciuta come tale anche a livello internazionale». Albano non intende portare avanti il commissariamento all'infinito: «Il mio mandato scade a maggio e per quella data spero di avere messo le cose a posto, lavoro perché si riprendano le attività ordinarie al più presto». Dunque gestione sotto accusa per Albano, vale a dire che dal Cda a Silvestrini nessuno si salva. «Non si può attribuire la responsabilità a singole persone, è la gestione che non ha funzionato. Diciamo che c'è stata molta disattenzione». Il commissario ritiene che il cambio dello statuto della Fondazione Idis sia necessario. «Bisogna dare alla Regione, l'unico ente che mette soldi, la giusta visibilità. Sono molto dispiaciuto che solo dalla Regione arrivi un sostegno concreto. Altrove, dove ci sono organismi simili alla Fondazione Idis, la partecipazione di enti sovralocali è molto più concreta». Albano lancia un'altra frecciata: «Il futuro Cda? Non è importante se sarà composto da 3 o da 5 membri, quello che serve a Città della Scienza è un comitato scientifico che sia tale, composto da gente di qualità che abbia come obiettivo la divulgazione delle scienze».

Questo lo stato dell'arte a Città della Scienza, in attesa di sentenze e decisioni del Tribunale che potrebbero incidere sul futuro della Fondazione. Se venisse accertato che sono state prese decisioni che competevano al Cda e che quest'ultimo non è stato consultato quelle delibere che fine farebbero? E questo giusto a titolo di esempio. La speranza è che Albano per maggio ultimi il suo lavoro, la sensazione, tuttavia, è che siano davvero tante, troppe, le cose che ancora non vanno e quella data potrebbe rivelarsi solamente un miraggio.
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